Il dovere di un giornale è raccontare

Da un anno e mezzo facciamo cronaca su un fenomeno che è diventato un allarme sociale percepito forse non tanto per la sua gravità ma soprattutto per l’incapacità delle istituzioni di dare risposte: i profughi che arrivano in Friuli.

E ogni volta che affrontiamo questo argomento si scatena la bagarre. Così è accaduto quando la procura ha avviato un’inchiesta nei confronti di un’associazione; così accade ora, dopo aver scritto di una rissa sfociata in rivolta a Udine.

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Non è questo il modo di affrontare un’emergenza forte. Prendiamo le distanze da chi ha dato il peggio di sé, da chi – ed è capitato anche questo – si presenta sul sito con espressioni razziste per poi denunciare queste stesse espressioni, da chi ritiene che non si debba raccontare ciò che accade; non prendiamo le distanze dal nostro dovere, piaccia o no, ovvero denunciare le mancanze della politica quando siano evidenti, di qualunque colore sia il governo, e ascoltare le critiche di chi attacca il Messaggero Veneto perché, a differenza loro, noi non pensiamo che il giornalismo consegni verità o risolva problemi del pianeta ma sia capace invece di fornire elementi con cui ognuno si forma la propria opinione.

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