Il tribunale chiuso costa ancora 96 mila euro l’anno al Comune

Tolmezzo: la cifra riferita al 2015 comprende manutenzioni, utenze e le rate di tre mutui a carico dell’ente. Il caso sollevato in Consiglio dalla minoranza, che sottolinea la mancata apertura dello sportello di consulenza

TOLMEZZO. Il tribunale chiuso nel 2013 è costato nel 2015 al Comune di Tolmezzo ben 96 mila euro, di cui circa 55 mila per manutenzioni e utenze e la restante parte per le rate di tre mutui (l’ultima sarà nel 2025)che l’ente deve ancora pagare per i corposi lavori di ristrutturazione che interessarono il palazzo di giustizia tolmezzino, che però, nonostante l’ingente impegno finanziario per essi (4 milioni e 200 mila euro) fu chiuso, con la soppressione dei tribunali minori decisa a Roma, nel 2013 poco dopo la conclusione dell'intervento.

Il notevole e continuo costo annuale dell’ex tribunale è emerso in Consiglio comunale durante la discussione del rendiconto dell’esercizio 2015.

A sottolineare il paradosso è stato il consigliere Dario Zearo, secondo cui le spese di gestione e manutenzione andavano poste a carico della Regione, quando si è impostato il protocollo d’intesa per l’apertura dello sportello di prossimità, peraltro, ha evidenziato, ancora non aperto dopo 11 mesi.

Zearo ha inoltre avvertito che voci circolanti in ambienti forensi e tecnici vedrebbero farsi strada l’ipotesi di un azzeramento anche del giudice di pace a Tolmezzo con accorpamento a Udine.

L’assessore Alfonso Fasolino sulle spese sostenute dal Comune per i locali del tribunale chiuso ha osservato che purtroppo la legge obbliga a lasciare per 5 anni gli immobili degli ex tribunali a disposizione dello Stato con spese però ancora a carico dei proprietari degli stessi.

E dal Ministero di Giustizia i trasferimenti per le spese sono sempre più irrisori e rari. Un altro tema di cui si è dibattuto in Consiglio è stato quello posto dall’odg presentato dal gruppo Lista Zearo che sollecitava la giunta e il sindaco a ridursi del 10% l’indennità, come aveva fatto nel 2013 la giunta di allora per chiudere il bilancio senza aumentare le tasse o tagliare i servizi. L’odg motivava la richiesta all’esecutivo Brollo con il difficile momento economico per imprese, famiglie e Comuni.

La maggioranza ha smentito l’affermazione della Lista Zearo, secondo cui i tagli eseguiti dal Comune alla spesa corrente comportano il calo dei servizi erogati ai cittadini.

In risposta all’odg, che è stato bocciato al voto, assessori e consiglieri di maggioranza hanno spiegato che saranno la giunta comunale e il sindaco a decidere per quale finalità e in che misura destinare una parte della propria indennità: una delle ipotesi, tra le altre, che stanno valutando, è emerso, è promuovere un aiuto per la riapertura del cinema in città.

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