Gorizia, il Tribunale respira: da Udine arriva un nuovo giudice

In via Sauro approda Vernì. Gli avvocati raccolgono 6 mila firme. Il presidente Sansone: «Senza i distacchi a rischio i processi»

GORIZIA. Il presidente del Tribunale di Gorizia, Giovanni Sansone, aveva promesso, in un’intervista al Messaggero Veneto, l’arrivo di un altro nuovo giudice in applicazione temporanea per sopperire alle carenze d’organico, falcidiato da trasferimenti e maternità, e così è stato.

Ha preso servizio l’altro giorno a Palazzo di Giustizia il dottor Paolo Alessio Vernì, proveniente da Udine, che è andato così ad affiancare Andrea Comez, anch’egli giunto dal tribunale del capoluogo friulano e in “scadenza” a fine luglio ma per il quale è già stata chiesta una proroga.

Vernì è un magistrato molto esperto e stimato: ha coordinato per diverso tempo l’ufficio Gip-Gup del tribunale di Udine e, dal gennaio del 2015, era passato nelle aule del dibattimento indossando i panni del giudice monocratico con funzioni di presidente del tribunale collegiale. Il suo arrivo consentirà la partenza, martedì prossimo, dei processi unificati per l’amianto ter e quater.

Sansone, che si sta letteralmente facendo in quattro per assicurare il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria, spiega come «i due giudici di Udine, con apprezzabile senso del proprio ruolo e anche con qualche sacrificio personale, hanno dichiarato la loro disponibilità ad essere applicati a Gorizia. Questo ci consente oggi come oggi di fornire alla collettività un servizio giudiziario accettabile. Senza queste due disponibilità non sarebbe stato possibile celebrare processi complessi e di alto rilievo sociale come, appunto, quello legato alle morti per amianto».

Nel frattempo il presidente dell’Ordine degli avvocati, Silvano Gaggioli, continua la sua battaglia per la sopravvivenza del Tribunale goriziano che, come ha più volte affermato, dovrebbe passare attraverso un accorpamento con quello di Palmanova.

L’Ordine, in pochi mesi, ha promosso una sottoscrizione in tal senso fra i cittadini di Gorizia e dell’Isontino che ha toccato quota 6 mila firme.

«Lo ritengo un bel segnale – commenta soddisfatto Gaggioli –. Quello che chiediamo è, molto semplicemente, che funzionino quattro tribunali nel Friuli-Venezia Giulia, magari più piccoli ma tutti egualmente efficienti, scongiurando il rischio di aggregazione di quello di Gorizia con Trieste».

Ulteriori iniziative saranno annunciate in una conferenza stampa promossa per giovedì prossimo alle 11.30 nella sede dell’Ordine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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