Addio all’ex direttrice dell’Archivio

Si è spenta Ivonne Pastore, esperta di storia antica. Aveva 86 anni

Era una grande studiosa. Per ricordare Ivonne Pastore, vedova dell’avvocato Giovanni Zenarola dal 1978, non si può che cominciare da qui. Dalla sua passione per la storia antica e dalla sua vita intrisa di cultura. Sabato se n’è andata, porgendo l’estremo saluto alla vita da un letto dell’ospedale di Udine, dov’era stata ricoverata a seguito dell’aggravarsi della malattia cardiaca di cui soffriva da qualche tempo. Aveva 86 anni e abitava in viale Duodo.

Nata a Milano da madre carnica (di Forni di Sotto) e padre veneto (di Monselice), Ivonne si trasferì con la famiglia a Udine negli anni della guerra e qui rimase, incontrando l’amore e coltivando i suoi tanti interessi. Con il tempo nacquero Sergio e Alessandra e arrivarono gli impegni lavorativi. Tutti strettamente collegati al mondo degli studi.

Non è un caso se fu proprio lei a guidare l’Archivio di Stato per 40 lunghi anni. «Sono quasi un’unica cosa – scriveva il Messaggero Veneto nel dicembre del 1996, alla vigilia del suo pensionamento, all’età di 67 anni –. Si potrebbe dire un blocco unico, un unico documento, perché entrambi sono cresciuti insieme. Lo ha visto nascere e crescere secondo i moderni criteri dell’archivistica». E poi c’erano i corsi in Storia del Friuli tenuti all’Università della terza età, le ricerche sugli ebrei, la partecipazione alle attività dell’Accademia udinese di scienze, lettere e arti, di cui era stata revisore dei conti sotto la presidenza Londero.

«Una persona molto discreta, gentile e capace di far sentire a loro agio i propri interlocutori – dice l’architetto Massimo Bortolotti, attuale presidente dell’Accademia –. Quando nel 2006 abbiamo celebrato i quattro secoli dell’Accademia, il suo apporto nel Comitato organizzatuvo era stato molto prezioso, così come lo era stato, poi, in occasione del convegno su Quintino Sella».

Donna stimata nella società e madre affettuosa in casa, Ivonne Pastore lascia un vuoto incolmabile nei figli. «Era spiritosa, ironica e colta – dice con commozione Alessandra –. Le piaceva anche tanto il cinema, viaggiare e andare in osteria con le amiche e, naturalmente, anche con me». A piangerla è anche il fratello Claudio. Oggi, alle 17, alle celle mortuarie dell’ospedale, l’ultimo saluto. (l.d.f.)

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