Cigno ucciso da sei uomini, colpito da sassi e bastonate

Il video di un ragazzo di Gradisca d’Isonzo che accusa i profughi del Cara. Il Corpo Forestale ha avviato le indagini, ma le immagini sono molto lontane

GRADISCA D’ISONZO. Colpito ripetutamente con delle pietre e a bastonate. Fino a farlo morire. Vittima, verosimilmente di un gruppo di richidenti asilo ospiti del Cara di Gradisca, un cigno.

È accaduto sull’Isonzo, a Sagrado. A testimoniare il fatto un video amatoriale realizzato con un cellulare e postato sul web. Le immagini non sono chiarissime: il filmato è stato realizzato dalla sponda opposta, quella gradiscana del tiro al piattello, a quella sagradina.

Cigno ucciso sulle rive dell'Isonzo

Nel filmato si vede un gruppo di persone entrare in acqua per uccidere l’animale che cerca invano di sottrarsi ai suoi carnefici. Il grosso volatile non ce la fa a scappare e soccombe. Lo si vede pochi secondi dopo inerme, portato a braccia fuori dall’acqua.

Il Corpo Forestale regionale ha avviato alcune indagini per comprendere se il reato di maltrattamento di animale, che ha risvolti sia amministrativi sia penali, sia effettivamente comprovabile. Molto difficile sarà identificare gli autori del gesto.

«Sei profughi hanno accerchiato il cigno in acqua – è la testimonianza del ragazzo, un gradiscano, che ha realizzato il video –; poi in quattro l’hanno colpito con sassi mentre gli altri due avevano un bastone. Dopo averlo tramortito l’hanno infilzato e portato via».

«Con 400 richiedenti asilo ospitati in una comunità di appena 6.400 anime è evidente la sproporzione fra quanto stia dando Gradisca in termini di accoglienza rispetto a qualunque centro della regione. Proprio per questo non ci stiamo a venire tacciati di “buonismo”, ma neppure al fatto che tutto questo sia dato per scontato da chi decide a livello centrale.

Cerchiamo quotidianamente di fare il nostro dovere civile, ma i problemi non mancano e non dobbiamo essere lasciati soli. Bisogna ritornare a un numero di presenze maggiormente gestibile», ha commentato il sindaco di Gradisca, Linda Tomasinsig.

Nei giorni scorsi un lettore aveva segnalato alcuni momenti di tensione lungo le rive del fiume nei pressi del ponte di Sagrado fra richiedenti asilo e alcuni bagnanti locali. Se sull’uccisione del cigno saranno le autorità a indagare, il disagio della giunta Tomasinsig per gli ultimi episodi è tangibile.

«Dopo l'episodio nei pressi del ponte abbiamo immediatamente contattato carabinieri di Gradisca e Polizia municipale – spiegano il sindaco e l'assessore al Welfare, Francesca Colombi –. Ci è stato riferito dalle autorità competenti che da domenica a oggi non sono state fatte segnalazioni formali o denunce.

Ma qualora la situazione così come descritta corrisponda ai fatti, è chiaro che va fermamente condannata. È importante garantire ai cittadini risposte certe, al fine di non alimentare il senso di insicurezza».

«Allo stesso modo – è l'appello della giunta gradiscana – è importante che i cittadini formalizzino le loro dichiarazioni alle autorità qualora fosse necessario, assumendosi la responsabilità delle loro parole». «Certo – conclude Tomasinsig – tutto sarebbe più semplice se il numero di ospiti ritornasse a quelli previsti in convenzione».

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