Sparo al Comando dei vigili: è "giallo"

Udine. Un’agente ferita all’inguine in un’esercitazione: è viva per miracolo. Come mai quell’arma era carica? Indaga la Questura

UDINE. Un colpo di pistola partito durante un’esercitazione ha ferito ieri una vigilessa che presta servizio al Comando di polizia locale, Elia Iop, 48 anni. E ora la questura sta indagando per capire come sia potuto accadere e, in particolare, come mai una delle armi d’ordinanza non fosse scarica al momento delle prove.

Le condizioni della donna, stando agli esami eseguiti finora, non sono gravi. Ma visto il tipo di lesione, causata appunto da uno sparo, la paziente è stata trattenuta in osservazione all’ospedale Santa Maria della Misericordia.

«I medici mi hanno rassicurato – ha spiegato il marito della vigilessa –, ma hanno anche sottolineato che è necessario un monitoraggio di 48-72 ore. Io sono fiducioso e spero che torni presto a casa dalla sua famiglia».

La pallottola ha raggiunto la zona dell’inguine ed è uscita dalla parte bassa della schiena, senza ledere, fortunatamente, organi vitali.

«All’improvviso – racconta uno dei partecipanti al corso –, durante una manovra di autodifesa, il colpo e lei si è accasciata a terra. Dopo qualche istante ha cominciato a gridare per il dolore. Sono stati attimi drammatici. Per fortuna uno dei nostri vigili urbani da anni è impegnato come volontario del primo soccorso ed è subito intervenuto, tamponando la ferita, in attesa del 118. Lei è rimasta sempre cosciente. E il collega con il quale stava effettuando l’esercitazione è rimasto scioccato».

Secondo una prima ricostruzione della polizia di Stato, il colpo sarebbe partito in modo accidentale dalla pistola di un collega, un trentaquattrenne udinese. L’episodio si è verificato durante un corso sulla sicurezza organizzato dal Comune in collaborazione con la Nuova Cisa asd (Centro italiano sicurezza autodifesa) di Udine.

Ieri mattina in un’aula didattica che si trova nel seminterrato del Comando di via Girardini si stava svolgendo, alla presenza di una trentina di agenti, la seconda lezione delle quattro previste.

L’incontro, poco prima delle 11, stava ormai volgendo al termine. In fase di riepilogo dei vari temi affrontati i due agenti si sono cimentati nelle tecniche di reazione in caso di una minaccia con arma da fuoco.

Le pistole utilizzate durante questo genere di esercitazioni di solito vengono preventivamente private del caricatore e dei colpi in un’area dedicata. Anzi, spesso si usano armi e coltelli di plastica.

Secondo la prima ricostruzione della polizia (sul posto la Squadra volante, gli esperti della Scientifica e il personale dell’Azienda sanitaria che si occupa degli infortuni sul lavoro) anche ieri tutte le pistole erano state “scaricate”, come previsto. Successivamente, quando mancavano pochi minuti alla fine della lezione, l’agente trentaquattrenne avrebbe però ricomposto la propria arma.

«Siamo molto addolorati per la vicenda ed esprimiamo la nostra vicinanza alla vigilessa, alla sua famiglia e a tutte le persone coinvolte in questo triste incidente» ha dichiarato ieri il sindaco di Udine Furio Honsell che ieri si trovava fuori città.

«È un fatto grave che ci preoccupa molto – ha aggiunto il primo cittadino –, mi hanno assicurato che si tratta di esercitazioni che vengono sempre effettuate nella massima sicurezza. Certamente avvieremo un’inchiesta interna per capire come è potuto succedere».

Il vicesindaco Carlo Giacomello ieri è andato al pronto soccorso per verificare di persona le condizioni della vigilessa ferita e manifestare a lei e alla sua famiglia la vicinanza dell’amministrazione comunale. «È andata bene – ha commentato –, ma questa vicenda rimane preoccupante perché poteva avere altri risvolti ben più gravi».

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