Tutti liberi i sette venditori abusivi, ma con divieto di ritorno

Lignano: i senegalesi accusati di resistenza alla Guardia di finanza hanno patteggiato tra i 6 e gli 8 mesi. Erano stati arrestati durante il blitz che aveva permesso il recupero di 13.648 articoli contraffatti

LIGNANO. Tutti già a spasso. Ma con una condanna in più sul groppo.

Il processo per direttissima celebrato ieri al tribunale di Udine nei confronti dei sette senegalesi arrestati nel fine settimana dalla Guardia di finanza, durante il blitz contro i venditori abusivi di Lignano Sabbiadoro, si è chiuso senza bisogno di alcun rinvio. Il loro difensore, avvocato Antonio Amore, del foro di Venezia, ha preferito scegliere la strada del patteggiamento.

Strada non proprio in discesa, comunque, visto che il giudice monocratico Roberto Pecile, cui le parti avevano presentato le rispettive proposte di applicazione pena, non ha accolto in toto il “pacchetto”, rispendendo al mittente quelle relative ai due senegalesi già gravati da precedenti specifici.

A tutti, la Procura aveva contestato il concorso nei reati di interruzione di un servizio di pubblica utilità, di violenza o minaccia a pubblico ufficiale e di resistenza a pubblico ufficiale. E cioè di avere reagito all’operazione delle Fiamme gialle, circondandone una pattuglia, rivolgendosi loro in termini non proprio urbani e rendendo quindi necessario l’intervento di rinforzi.

Al termine di circa tre ore di udienza, il giudice ha quindi ritenuto congrua soltanto per cinque dei sette imputati la pena di sei mesi di reclusione precedentemente concordata tra accusa e difesa, invitando le parti a riformulare quella calcolata per gli altri due. Che dall’aula sono così usciti con la condanna a otto mesi l’uno e per i quali, considerato l’arretrato di pene accumulato, in caso di mancato appello potrebbero a breve spalancarsi le porte del carcere.

Nel convalidare gli arresti, intanto, il magistrato ha disposto per tutti la scarcerazione, non essendo pervenuta dal pm alcuna richiesta di misura cautelare nei loro confronti. Liberi, quindi, seppure con in tasca il divieto di ritorno nel Comune di Lignano rispettivamente per due e per tre anni emesso nella stessa giornata di ieri dalla Questura, cui la stessa Finanza aveva segnalato questi e gli altri casi finiti nella rete dei controlli.

L’operazione di sabato e domenica scorsi aveva portato al sequestro di 13.648 articoli e prodotti di varia tipologia, compresi asciugamani, parei, occhiali, collane, braccialetti, cavi Usb e giocattoli.

Tutti venduti in barba alle norme commerciali, chi nelle principali piazze chi in spiaggia, dove non avevano la licenza per esercitare l’attività. Alcuni degli articoli, peraltro quelli messi in vendita al prezzo più alto, venivano spacciati sotto marchi griffati, pur trattandosi di merce taroccata.

Alcuni dei 91 stranieri indagati, per lo più senegalesi e bengalesi, sono stati “pizzicati” mentre offrivano servizi (massaggi, tatuaggi, treccine da spiaggia), in violazioni alle leggi di carattere sanitario.

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