Profughi, l’europarlamentare boccia la Cavarzerani

Udine, Elly Schlein (eletta nel Pd): struttura troppo affollata e inadeguata; inoltre manca assistenza legale, sono carenti l’igiene e i servizi sanitari

UDINE. Troppe persone, una struttura inadeguata per l’accoglienza, una copertura sanitaria e psicologica insufficiente e l’assenza di un’appropriata assistenza legale. Ma non solo. Perchè a mancare, sul territorio, è soprattutto l’accoglienza diffusa.

Sono tante le criticità che la parlamentare europea Elly Schlein, in visita a Udine e a Gorizia, ha riscontrato alla Cavarzerani e, in generale, nel sistema di accoglienza friulano.

Nel corso del sopralluogo effettuato alla caserma di via Cividale assieme all’assessore comunale ai Diritti e all’inclusione sociale Antonella Nonino, la parlamentare europea – eletta nelle file del Pd e co-fondatrice di Possibile, impegnata in diverse Commissioni e sulla riforma radicale del sistema di Dublino – non ha risparmiato le critiche e ha affermato che, così com’è, la Cavarzerani non rappresenta una struttura adeguata a ospitare i richiedenti asilo.

«Nonostante gli sforzi messi in campo dall’amministrazione, questa struttura è inadeguata e accoglie troppe persone – ha osservato Schlein, che a seguito della visita è stata ospite del dibattito “Accoglienza: verità e bugie”, al parco “Vittime delle foibe” –. Quando un fenomeno viene gestito in un’ottica emergenziale non è una cosa positiva né per il territorio, né per le persone ospitate».

Le carenze strutturali, a detta di Schlein, sono lampanti. I servizi sanitari non vanno bene, come anche le condizioni igieniche non sono ottimali e «siamo lontani – ha detto – dagli standard che devono soddisfare i luoghi per l’accoglienza».

I tempi di permanenza sono troppo lunghi e manca l’assistenza legale, fondamentale nell’iter di richiesta del permesso di soggiorno. Nel suo taccuino Elly Schlein si è appuntata tutte le criticità della Cavarzerani. Nero su bianco, uno dopo l’altro, sono indicati i punti che svilupperà nel report da sottoporre al governo nazionale ed europeo.

E l’aspetto sul quale la parlamentare si scalda è la mancanza dell’accoglienza diffusa sul territorio.

«Su 218 comuni troppo pochi si sono resi disponibili ad accogliere richiedenti asilo – evidenza Schlein –: è necessario che quanto prima si proceda a un’equa distribuzione e questa, aldilà delle carenze strutturali, è solo una volontà politica» e, inevitabilmente, arriva la “stoccata” a Debora Serracchiani.

«Mi auguro che al più presto la presidente si faccia carico di questo problema – lamenta Schlein – e che si preoccupi di migliorare la distribuzione delle persone sul territorio per assicurare una degna accoglienza».

Schlein, durante il dibattito organizzato da “La rete dell’accoglienza del Fvg” al quale erano presenti Alessandra Fantin, avvocato Asgi che collabora con ICS-Trieste, Angela Lovat di Ospiti in Arrivo, Marco Chiandoni di Oikos Onlus e Antonella Fiore di Arci Udine, si è concentrata infine sulla riforma del sistema di Dublino, «ipocrita – afferma spiegando che nei prossimi mesi – sin da quando è stato scritto», visto che sul totale di 28 Stati membri sono solo sei che si occupano del problema e molti Paesi si sono “incartati” proprio sulla distribuzione delle quote. «Occorrono soluzioni condivise – annota infine la parlamentare europea –, il superamento del criterio dell’accesso al primo Paese ma, soprattutto, occorre vincere gli egoismi nazionali».

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