Accoltellamento per la lite: Procura con le mani legate

Oggi la convalida dell’arresto del nigeriano che ha colpito un connazionale a Cividale. De Nicolo: «Slalom tra le norme per chiedere la misura cautelare in carcere»

CIVIDALE. Si terrà oggi l’udienza di convalida dell’arresto del nigeriano che martedì notte a Cividale, in via Friuli, ha accoltellato al termine di una lite un connazionale.

La Procura chiederà la misura cautelare in carcere «ma stiamo cercando di fare uno slalom tra le norme per ottenerla».

Parole queste del procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo, che, per l’ennnesima volta, “rispolvera” il problema del legislatore che «vede ormai con sfavore le misure cautelari reali, anche quando il buon senso e l’evidenza non ammetterebbero repliche».

Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, verso le due della notte tra lunedì 15 agosto e martedì 16 è arrivata una telefonata alla centrale operativa del 112. Era una donna (poi risultata la moglie dell’uomo raggiunto dal fendente) che chiedeva aiuto per una lite scoppiata a casa sua, a causa di un mancato saluto.

Lei, sopraffatta dalla paura, era scappata in strada. Nell’abitazione di una coppia di nigeriani, come poi ricostruito dai militari della Compagnia di Cividale del Friuli, c’era un ospite, un sacerdote di Conegliano Veneto che, dopo aver passato la giornata in compagnia, aveva deciso di rientrare.

Era presente, inoltre, un ulteriore ospite nigeriano, accolto al Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Bari.

Quando sono arrivati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, la situazione sembrava essere abbastanza tranquilla. Ma all’improvviso, sotto gli occhi dei militari, il nigeriano proveniente da Bari ha afferrato un coltello da cucina, con una lama di una ventina di centimetri, e ha colpito il marito della donna.

Il fendente ha raggiunto il malcapitato all’altezza della spalla. Il ferito è stato soccorso poco dopo da un’ambulanza del 118 e successivamente è stato accolto in gravi condizioni nel reparto di terapia intensiva. Se la caverà con venti giorni di prognosi.

L’aggressore, un trentenne, è stato arrestato e la Procura procederà contro di lui per lesioni personali con l’aggravante dell’uso dell’arma.

«Ma la strada – spiega De Nicolo – è piuttosto stretta per ottenere la misura cautelare in carcere, visto che il ferito ha riportato 20 giorni di prognosi. Al di là della decisione che verrà presa è piuttosto avvilente che un magistrato sia costretto a intraprendere percorsi arzigogolati per ottenere ciò che il buon senso vorrebbe. Non possiamo nemmeno chiedere la misura dei domiciliari perchè si tratta di un richiedente asilo, che non ha domicilio. Oltretutto quest’uomo è anche incensurato in Italia e ciò rende ancora più arduo l’ottenimento della misura».

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