La Resistenza entra in aula e diventa storia a fumetti

L’Anpi porta la lotta di Liberazione e i valori della Costituzione nelle scuole del Friuli. L’associazione dei partigiani apre gli archivi e insegna a raccontare per immagini

UDINE. La Resistenza diventa un fumetto. L’Anpi ha contattato diversi vignettisti per insegnare ai ragazzi a rappresentare i valori della lotta di Liberazione e della Costituzione.

Gli studenti delle scuole del Friuli si ispireranno sfogliando i documenti conservati e catalogati dall’associazione. L’archivio storico vincolato dalla Soprintendenza ai beni archivistici, raccoglie migliaia di fotografie e documenti che l’Anpi mette a disposizione delle scuole medie inferiori e superiori che decideranno di aprire le porte alla storia contemporanea. Quella che, troppo spesso, non si studia in aula e che invece aiuta a formare la cittadinanza attiva.

L’obiettivo, come ha spiegato, ieri, nella sede di via Brigata Re, Antonella Lestani, resta quello di «divulgare i valori della Costituzione repubblicana e gli ideali di democrazia, libertà, solidarietà e pluralismo culturale». In questo contesto, senza entrare del merito del sì o del nò, sarà affrontato anche il tema della riforma costituzionale.

«Spiegheremo ai giovani come è nata la Costituzione e quali sono i suoi valori» ha puntualizzato Lestani prima di illustrare i progetti proposti alle scuole a seguito della sottoscrizione con il Ministero dell’istruzione (Miur) del protocollo d’intesa valido fino al 2017.

Nasce da qui il programma di divulgazione storica, giunto alla seconda edizione, che punta a raccontare le storie della Resistenza friulana per immagini e per scrittura. I dirigenti dell’Anpi sanno bene che i racconti più coinvolgenti sono quelli dei partigiani, ma per ragioni anagrafe tutto questo non sarà possibile. Ecco perché l’Anpi ha deciso di registrare le storie di chi ha vissuto quel periodo per metterlo poi a disposizione di centinaia di studenti.

Lo scorso anno hanno aderito all’iniziativa circa 600 ragazzi e oltre una trentina di classi. Saranno proprio questi racconti a stimolare la creatività dei giovani. Seguiti dai vignettisti raffigureranno le storie e le vicende vissute da chi ci consegnò l’Italia democratica.

Questa però è solo una delle iniziative previste dal programma illustrato dal vice presidente dell’Anpi, Adriano Bertolini, e dall’insegnante Annamaria Toneatto. È stata lei a rivelare che, lo scorso anno, durante una di queste lezioni, un allievo rom ha raccontato che uno dei suoi nonni fu internato nel campo di concentramento di Gonars. Il racconto ha favorito l’integrazione del ragazzo che a quel punto aveva una storia friulana da raccontare.

Il programma di divulgazione storica sarà esteso in tutto il Friuli. Nella Bassa Friulana gli studenti raggiungeranno in bicicletta i luoghi della Resistenza, mentre nell’Alto Friuli non mancheranno i percorsi sul valore dell’antifascismo per ricordare che il Fascismo «comportò la diseducazione degli italiani».

Gli studenti delle scuole medie e superiori seguiranno i percorsi di libertà anche a Udine, ripercorrendo i luoghi simobolo dell’occupazione tedesca e della liberazione della città. Altrettanto interessante si preannuncia la visita guidata nelle sale di Casa Cavazzini e la lezione sulla Mappa della Resistenza in Friuli di Afro Basaldella.

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