L’assemblea di Confindustria Udine, Boccia: “Nell'emergenza, come il terremoto, diamo il meglio”

Il presidente nazionale di Confindustria replica alle affermazione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann: “Le regole si rispettano anche quando non ti conviene”

UDINE. «Noi in condizioni di emergenza riusciamo a essere il miglior popolo al mondo, lo abbiamo dimostrato con il terremoto, ma nel momento in cui abbiamo la percezione di normalità, il Paese si blocca».

Lo ha affermato Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, nel corso dell'assemblea degli industriali di Udine. «È arrivato il momento - ha aggiunto Boccia - che il Paese faccia i conti con la sua potenzialità», invitando quindi a «ragionare in logica di crescita».

«Abbiamo bisogno di una Europa che si orienti per un patto per la crescita e la stabilità.L’impressione che abbiamo è che l’accesso di stabilità non faccia non guardare la pre-condizione per risolvere la questione stabilità che è la crescita: le regole si rispettano anche quando non ti conviene».Ha detto Vincenzo Boccia riferendosi alle affermazione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann.

«Ricordiamo che c’è una questione di surplus perla Germania e c’è una questione ancora aperta che è l’unione bancaria.

Speriamo - ha aggiunto Boccia - che le regole che ci chiedono di rispettare siano rispettate anche in termini di reciprocità anche dagli altri Paesi».

Boccia (Confindustria): Fvg in linea sulla priorità industriale

«Noi abbiamo detto che in questo momento storico il Paese deve puntare alla competitività delle sue imprese, e quindi una delle grandi priorità che occorre porre, a partire dalla Legge di Stabilità, è quella che abbiamo definito la politica dell'offerta, giocando su produttività, riattivazione degli investimenti privati e finanza per le imprese».

«Abbiamo parlato - ha puntualizzato il presidente di Confindustria, accennando alle critiche dei sindacati - di una priorità, non di una esclusività, quindi significa che con risorse scarse dobbiamo pensare al futuro, quindi alla crescita, il che non significa non pensare ad altro. Vorrei ricordare - ha affermato - che la fabbrica è quel luogo dove coesistono lavoratori e imprenditori».

«Dobbiamo fare in modo che a livello nazionale ci sia una convergenza di politica economica, che veda l'industria come motore di sviluppo, e a maggior ragione per il rallentamento dell'economia internazionale dobbiamo costruire una precondizione per l'industria forte».

«Ricordiamo - ha puntualizzato Boccia - che siamo il secondo Paese industriale d'Europa dopo la Germania. Dobbiamo non solo mantenere questa posizione, ma anche cercare di superarla».

Per il presidente di Confindustria, la crisi del Nordest «è un po' come quello che abbiamo indicato presentando i dati del Centro studi di Confindustria. Siamo ancora 7 punti di Pil dietro al picco della crisi. Dobbiamo recuperare e quindi siamo ancora in una fase delicata in cui ricominciamo a crescere ma in maniera molto timida».

«Questo - ha proseguito - pone due grandi questioni, una italiana e una europea. Facciamo direttamente i conti con la questione italiana, e cerchiamo di rimuovere i fattori o deficit di competitività che rallentano l'industria italiana in termini di crescita».

Il Friuli Venezia Giulia «mi sembra che sia in linea su una grande priorità, che è la questione industriale. Proprio ieri - ha aggiunto Boccia - ho letto un'intervista della presidente della Regione, Debora Serracchiani, che pone l'importanza e la strategicità della questione industriale in Italia e in Friuli Venezia Giulia. Mi sembra molto in linea con un'idea che noi possiamo condividere in termini generali».

E ancora: «Noi in condizioni di emergenza riusciamo a essere il miglior popolo al mondo, lo abbiamo dimostrato con il terremoto, ma nel momento in cui abbiamo la percezione di normalità, il Paese si blocca. E' arrivato il momento - secondo il presidente di Confindustria - che il Paese faccia i conti con la sua potenzialità», invitando sia gli imprenditori che le altri parti sociali a «ragionare in logica di crescita».

Il Friuli Venezia Giulia «mi sembra che sia in linea su una grande priorità, che è la questione industriale» ha poi agiunto Boccia. «Proprio ieri ho letto un'intervista della Presidente della Regione, Debora Serracchiani, che pone l'importanza e la strategicità della questione industriale in Italia e in Friuli Venezia Giulia. Mi sembra molto in linea con un'idea che noi possiamo condividere - ha concluso - in termini generali».

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