Udine, palasport Carnera pronto a dicembre

Il Comune è al lavoro per inaugurare il rinnovato palasport due giorni prima di Natale

UDINE. La data da segnare in rosso sul calendario per tutti gli appassionati di basket è quella del prossimo 23 dicembre. Perché la sfida tra la Gsa e Treviso potrebbe disputarsi al Carnera.

Il condizionale ovviamente è d’obbligo, ma il Comune ha ribadito ieri al direttore generale della squadra, Davide Micalich che farà di tutto per concludere il cantiere entro l’anno facendo così un, ormai insperato, regalo alla pallacanestro udinese.

«Devo dire la verità, quando mi hanno convocato all’incontro a Palazzo D’Aronco (presente l’assessore allo Sport, Raffaella Basana e tutti i dirigenti coinvolti, ndr) temevo il peggio - dice Micalich - e invece sono veramente contento perché per la prima volta da tanto, troppo tempo, non abbiamo parlato di ritardi e imprevisti, ma di apertura e per noi questa è senza ombra di dubbio un’importante novità».

La Gsa potrebbe trovare sotto l’albero un dono atteso da 5 anni.

Dopo 4 campionati giocati in “esilio” a Cividale infatti anche questa stagione è iniziata nella città ducale dopo una serie infinita di rinvii finita anche al centro di una battaglia legale milionaria iniziata nel 2012 quando il contratto sottoscritto con la Polese di Sacile è stato rescisso.

La ditta, insieme alla Mecoin srl di Milazzo con la quale aveva costituito l’Associazione temporanea d’impresa (Ati) che si era aggiudicata i lavori per rimettere a nuovo il palazzetto, ha presentato una richiesta di risarcimento di 2 milioni 589 mila euro.

Dallo scorso maggio il cantiere è stato affidato all’impresa Riccesi che in 200 giorni avrebbe dovuto consegnare l’opera ultimata. Da dicembre però la consegna è via via slittata a colpi di proroghe: la prima da 84 giorni ai quali se ne sono aggiunti 14 e poi 100.

Un altro capitolo riguarda poi i costi dell’intervento, lievitati al pari dei ritardi. L’importo contrattuale al netto del ribasso ammontava infatti a 2 milioni 346 mila euro, ma ormai il conto complessivo sfiora i 4 milioni.

«Purtroppo ci sono stati degli imprevisti – spiega l’assessore Pierenrico Scalettaris – che hanno dilatato i tempi e fatto aumentare i costi. D’altro canto stiamo parlando di un edificio realizzato negli anni ’60 quando c’erano normative completamente diverse. Sono stati individuati dei pannelli e anche dei giunti in amianto presenti in buona parte delle condutture che hanno richiesto un nuovo stanziamento per coprire i costi della bonifica, operazione tutt’altro che semplice. Inoltre c’erano dei vecchi serbatoi sotto la centrale termica che andavano smantellati».

Più che un cantiere insomma, il restauro del Carnera è diventato una corsa a ostacoli, ma il traguardo adesso sembra essere dietro l’angolo.

«Entro venerdì la Riccesi deve chiudere il cantiere ma - precisa Scalettaris - mancano ancora le due unità di trattamento dell’aria che sono necessarie per poter sfruttare in tutta la sua capienza (di 3.500 persone) l’impianto. Uno sarà acquistato nuovo (la consegna è prevista un mese dopo l’ordine) e l’altro dovrà essere riparato. I nostri uffici sono già al lavoro in modo tale da poter festeggiare il 23 dicembre il ritorno a casa della pallacanestro udinese».

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