I sindacati cantano vittoria: "Decisione di buon senso"

Cgil e Cisl approvano la svolta impressa in Friuli e parlano di lezione di civiltà. Sul tavolo c’è il rinnovo del contratto dei lavoratori della grande distribuzione

UDINE. I sindacati plaudono alla fermezza dimostrata dalla Regione. Il varo della legge sul commercio è una «decisione di buon senso» per il segretario regionale della Fisascat Cisl, Adriano Giacomazzi, che «dovrebbe essere presa come esempio di civiltà e non osteggiata dai soliti interessi di pochi». Susanna Pellegrini, segretario regionale della Filcams Cgil, auspica una «cooperazione fra maggioranze, quella regionale e quella al governo, per giungere a una normativa nazionale sul tema».

Insomma, l’entrata in vigore delle modifiche apportate dalla legge sul commercio con una parziale limitazione alla libertà di apertura nelle giornate festive delle attività commerciali fisse, è stata accolta con estremo favore dai sindacati di categoria.

«Chiudere i negozi in alcuni giorni di festività consentirà ai lavoratori di passare con i propri cari alcune giornate che nella nostra cultura, da sempre, erano dedicate agli affetti familiari senza limitare in alcun modo la libera concorrenza tra le imprese e senza incidere nei bilanci delle stesse – aggiunge Giacomazzi –. Da anni si cerca di far passare la logica che il centro commerciale sia il luogo dove le famiglie passano le domeniche e i giorni di festa.

Noi invece sosteniamo che le persone devono riscoprire il piacere di passare alcune giornate tra i propri affetti, all’aria aperta e non nei centri commerciali e tra queste persone vogliamo ci siano anche i dipendenti del commercio che già offre aperture per oltre 70 ore settimanali: non servono festività o 52 domeniche».

In questa fase per i lavoratori della Grande distribuzione organizzata (Gdo) c’è anche un'altra grana: il rinnovo del contratto. «Non stiamo rinnovando il contratto di settore perché le richieste fatte da Federdistribuzione puntano ad avere la massima flessibilità del lavoro e del salario, tanto e vero che c’è stato un incremento dei voucher – sottolinea Pellegrini –. Ecco perché sono urgenti decisioni governative in materia, a cominciare dall’eliminazione dei voucher per questo tipo di lavoro.

La scelta della Regione è coraggiosa, ma i dati hanno già dimostrato che i consumi sono in picchiata». La liberalizzazione esposta come “libertà di mercato” per Giacomazzi «non può essere una soluzione, la vera concorrenza si gioca su prezzo, qualità di prodotti e del servizio offerti dalla rete commerciale.

Oggi le imprese ragionano sulla produttività che esportata sui lavoratori significa massima flessibilità, orari spezzati, lavoro domenicale e festivo come ordinarietà, aumento dei carichi di lavoro, a volte riduzione dell’orario individuale. Impensabile».

Cgil e Cisl sostengono dunque che nel commercio si sta abusando delle aperture, sebbene «alcune giornate mirate possano avere una logica di opportunità per le imprese e in questo caso c’è anche la disponibilità dei lavoratori. Ma 52 domeniche e le festività aperte sono esagerate sia per la capacità di spesa delle famiglie sia per la vita familiare degli operatori, siano essi piccoli esercenti o dipendenti della grande distribuzione».

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