In 900 a Sella Nevea per il primo “Nevee outdoor festival”

Successo inaspettato in termini di partecipazione e di numeri per la prima edizione dell'iniziativa

CHIUSAFORTE. Successo inaspettato in termini di partecipazione e di numeri per la prima edizione del Nevee outdoor festival tenutosi a Sella Nevea tra il 23 e il 24 luglio.

Un’iniziativa organizzata da un gruppo di professionisti e giovani praticanti attività di punta legate all'alpinismo e alla montagna, nata senza alcun appoggio pubblico e con il sostegno degli operatori locali e degli appassionati.

«Una novità – spiega il sindaco di Chiusaforte Fabrizio Fuccaro – che ci ha piacevolmente sorpresi, facendoci capire che le attività considerate di nicchia possono essere un qualificante richiamo turistico. Gli organizzatori hanno fatto tutto da soli».

Nelle due giornate a disposizione erano stati 900 i passaggi sull'impianto di risalita per il Rifugio Gilberti, area attorno la quale si è concentrata la maggior parte delle attività, senza contare i bambini non paganti e le persone salite a piedi.

Di queste, 820 persone hanno partecipato alle attività di outdoor, coinvolgendo un alto numero di bambini accompagnati dai genitori.

La nuova area di boulder – arrampicata su grandi massi senza corda e con materassino di protezione – attrezzata per l’occasione nella conca del Bila Pec ha attirato 400 persone; 150 tra i 3 e i 70 anni hanno provato l’arrampicata in parete con l’aiuto delle guide alpine della regione.

Un centinaio i candidati al percorso speleologico, allestito dalla Commissione grotte Eugenio Boegan e dal gruppo grotte della XXX ottobre di Trieste. Senza contare i partecipanti al percorso naturalistico, alla prova su mountain bike con istruttore, a quella con gli sci sui nevai della conca del Canin e a chi ha partecipato godendosi il sole e la musica.

Anche il Soccorso alpino ha appoggiato l’iniziativa, organizzando per l’occasione una simulazione/esercitazione in parete con recupero di due persone infortunate con l’elicottero B3 della Protezione civile e una squadra di 15 tecnici.

Tutto esaurito nei rifugi e centinaia di tende accampate nei dintorni, con un approccio ecologico corretto e rispettoso.

«Stiamo pensando – continua Fuccaro – di dare un appoggio concreto alla prossima edizione estiva del festival, sia con forme di sostegno diretto che indiretto. Ma l'idea di base verrà sviluppata anche in chiave invernale, a corollario di quanto già esiste in zona. Gli effetti di questo tipo di iniziative sono ancora sconosciuti ma sicuramente positivi per il turismo alpino, anche per l’effetto di allungamento della stagione turistica canonica».

Il festival è stato dedicato alla memoria del giovane Leonardo Comelli scomparso in giugno sul Laila Peak.

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