«Quello in Mercatovecchio è un intervento inutile»

Bortolin (UdineIdea): il problema non è la pedonalizzazione ma la mancanza di un piano

«È troppo facile ridurre tutto a “non siete mai contenti”. Non è così. Forse non siamo una categoria unita, ma come molte altre. Il problema non è questo, anzi. Il problema è che qui ci troviamo di fronte a una scelta che può cambiare il futuro della città e che non è legata a un progetto generale di grande visione e sviluppo del capoluogo. Va sospesa».

Marco Bortolin, consigliere di UdineIdea e commerciante del centro, non ci stà a ridurre tutto a una “vecchia polemica”.

«Quello che molti non hanno capito è che, a questo punto, il dibattito non è più “aprire” o “chiudere” Mercatovecchio – sono due scelte comunque corrette –, ma sul fatto che, come spesso accade in questo Bel Paese, si va avanti a spot. Sul fatto che manca un progetto generale. Qui non si tratta di mettere un cartello, una pietra per terra, una telecamera. Qui si tratta di realizzare uno studio generale per il rilancio della città tutta, da Mercatovecchio alla periferia. Un piano da realizzare in base alle disponibilità finanziarie».

«Un disegno capace di guardare al presente e al futuro. Oggi, l’unico disegno che abbiamo è un rendering “falso”: quello girato al Messaggero Veneto, per stessa ammissione del Comune, non corrisponde al prodotto finito. Non si sa ancora cosa sarà di piazza Marconi (non ci sono i soldi per quello spazio); non si sa se passerà o meno l’autobus o se ci arriveranno delle navette».

«Ci sentiamo dire: nelle grandi città europee è così. Non è vero. Non esiste in nessuna area pedonale di una qualsiasi città europea una strada, larga come Mercatovecchio, con il nulla nel mezzo. Se non ci passa un tram, c’è l’autobus; oppure ci sono tavolini; ristoranti e bar. Mercati o mercatini. A Udine... “non si sa”. “Si farà”. “Intanto la pietra piasentina, poi...”. Non c’è programmazione e senza programmazione non c’è futuro. Ma così non si pedonalizza si desertifica».

«In piazza I Maggio è stato fatto un parcheggio, ma non si sa ancora se le auto passeranno sotto il colle o meno. È stata decisa la chiusura di piazza XX Settembre: mercato al mattino e “deserto” il pomeriggio e la sera. Interventi spot – come quello di piazza Duomo –, slegati che non aiutano la città; che non aiutano il commercio. Ho portato un negozio nel cuore di Udine – continua Bortolin –, ne ho aperto un secondo, perchè credo nel mio lavoro e nella bellezza della città, ma voglio recuperare quello che ho investito. Devo fare i conti con la crisi e non mi posso permettere di fare i conti con scelte prive di strategia».

«Il fatto di essere stato votato non legittima il sindaco a spendere soldi senza che ci sia un beneficio per tutti. La pedonalizzazione non è di sinistra, come l’apertura non è di destra. I cittadini scelgono un sindaco perchè credono nella persona. E a Udine, oggi più che mai, serve qualcuno che capisca le esigenze delle città. Ci serve qualcuno che capisca che i soldi pubblici sono anche nostri».

«Ci convocano dopo che la giunta ha deliberato. Per fare cosa? Era già accaduto per piazza XX Settembre: un incontro in un afoso pomeriggio d’agosto. Una signora di 90 anni ha detto a sindaco e assessori: “Sono stufa di una città di soli tavolini e sedie per strada. Se vado al mercato voglio avere la possibilità di arrivarci comodamente, con qualsiasi mezzo. Sennò mi porta lei a casa, caro Honsell”. Nessun è stato in grado di replicare. Quella riunione si chiuse con un appuntamento: “ ne riparliamo a settembre”... Siamo a ottobre.

«È questa approssimazione che ci fa alzare la voce. La mancanza di strategie globali cittadine. La farsa del “condividiamo”. Fermiamoci a riflettere».

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