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Sanità regionale, conti in rosso per i farmaci

Gli ultimi report evidenziano una perdita di 72 milioni. A pesare le costose cure per l’epatite C, l’emofilia, i tumori

3 minuti di lettura
(ansa)

UDINE. Bilanci in profondo rosso per le Aziende per l’assistenza sanitaria e per quelle universitarie integrate del Friuli Venezia Giulia. Ad eccezione del Cro, che stima di arrivare a fine anno con un avanzo di 2,8 milioni di euro, e il Burlo che contiene la perdita attorno ai 600 mila euro, le altre sono “sotto” di cifre oscillanti tra gli 11 e i 16 milioni di euro.

Va detto che il report ha valenza soprattutto tecnica per consentire un’esame attento delle varie voci di costo e di ricavo, e tenere sotto controllo il trend. Si tratta, quindi, di stime per quel che riguarda il bilancio di fine anno. Ciò non toglie che per arrivare a pareggio servano quasi 72 milioni di euro, di cui 50 di fatto già stanziati in sede di assestamento di bilancio, ma non ancora formalmente ripartiti.

Il capitolo farmaci

Le cause dello sforamento rispetto alle previsioni, vanno per buona parte ricercate nei farmaci innovativi e ad alto costo, come quelli utilizzati per il trattamento dell’epatite C, l’emofilia, per i medicinali ematologici, quelli per il trattamento dell’artrite reumatoide e per la sclerosi multipla, che si sommano ai farmaci oncologici.

In alcune aziende a impattare sui ricavi, in contrazione, ci sono le entrate da ticket, in flessione, mentre è una partita aperta anche la compensazione tra aziende per l’attrattività e la fuga di pazienti. Ma ecco qual era, a fine agosto, la situazione nelle singole Aziende.

L’Asui-ud

L’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine stima di arrivare a fine dicembre con un saldo negativo di -12,48 milioni di euro, buona parte dei quali attribuibili ai farmaci ad alto costo impiegati non solo per le terapie oncologiche ma anche quelli innovativi per l’epatite C.

Nel presentare i conti occorre poi tenere in considerazione che è diventata da poco effettiva l’operazione di incorporazione per fusione (con effetto contabile retroattivo all’1 gennaio 2016) della cessata Azienda osperaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia di con la ex Azienda per i servizi sanitari n. 4 Friuli Centrale. Il bilancio annuale si attesta attorno ai 670 milioni di euro.

L’Asui-ts

Discorso analogo per l’Asui di Trieste nata dall’incorporazione, avvenuta anch’essa a maggio con valore retroattivo al primo gennaio, dell’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali riuniti di Trieste da parte dell’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 1 Triestina, con conseguente cambio di denominazione in Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (Asui Ts).

Anche per l’azienda triestina il secondo report quadrimestrale dell’anno prevede una perdita di 16,51 milioni di euro. Nel decreto non sono riportate le voci maggiormente significative che incidono sul risultato, ma è facile intuire che integrazione delle aziende da un lato, personale e soprattutto farmaci siano le partite che determinano il disavanzo.

Il Cro

L’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico di Aviano è l’unico ente a chiudere in attivo, come previsione a fine anno, per 2,8 milioni di euro. Ad incidere sul risultato, oltre all’attrattività extraregionale e regionale dell’Istituto tumori, che vale 16,6 milioni di euro per quella regionale e per 22 milioni quella extraregionale, anche le donazioni che si attestano oltre il milione e 900 mila euro. Le difficoltà nel reperire alcune figure professionali ha determinato anche una minore spesa per il personale per più di 600 mila euro. Il bilancio del Cro si aggira annualmente attorno ai 70 milioni di euro.

Il Burlo

Il saldo è negativo per 640 mila euro per l’altro Irccs pubblico del Friuli Venezia Giulia, il Burlo Garofolo di Trieste. Tra le motivazioni segnalate nel report il fatto che «la riduzione del numero dei ricoveri in Day Hospital con finalità diagnostica attuata a seguito degli obiettivi regionali comporta, dal punto di vista economico, una minor valorizzazione delle prestazioni tariffate non compensata dal corrispondente incremento dell’attività ambulatoriale. L’effetto economico negativo sarà maggiormente rilevante nell’ultima parte dell’anno».

La Aas 2

L’Azienda per l’assistenza sanitaria Bassa Friulana-Isontina evidenzia, sempre nel rendiconto relativo al 2° quadrimestre con proiezione a fine anno, un risultato economico in perdita di -11,94 milioni di euro. Le differenze più rilevanti tra proiezione e risultato stimato attengono al «saldo della mobilità regione 2016 rispetto al 2015 evidenzia un maggior costo aziendale a bilancio pari a 7,9 milioni contro un tariffato pari a circa 7 milioni - si legge nel report -.

L’azienda sopporta un minor finanziamento di 405 mila euro; il trasferimento del laboratorio trasfusionale all’Asuiud comporta per l’Aas2 un sostenimento di maggiori costi pari a circa 800 mila euro». L’Azienda registra inoltre una flessione nella riscossione dei ticket pari a circa 1 milione di euro. Infine altra voce di difficile valutazione è quella relativa agli ammortamenti e alle sterilizzazioni che dal 2016 sono calcolati “a regime”, mentre nel 2015 una parte degli ammortamenti era stata finanziata dalla Regione.

L’Aas 3

L’Azienda per l’assistenza sanitaria Alto Friuli-Collinare-Medio Friuli stima a fine anno una perdita di -14,41 milioni di euro. Tra gli elementi di bilancio che si caratterizzano per lo scostamento con le previsioni ci sono, per quel che riguarda il valore della produzione, la differenza è di 610 mila euro «riferita, principalmente, ad un andamento negativo dei ricavi per prestazioni sanitarie e sociosanitarie a rilevanza sanitaria.

Anche i dati relativi alla compartecipazione alla spesa sanitaria (ticket) evidenziano una contrazione pari a 196.000 euro». Più pesante la voce “acquisti di beni sanitari” dove l'incremento rispetto alle previsioni (+8,8 milioni di euro) «va ricondotto quasi all'aumento della voce “Medicinali con AIC, ad eccezione di vaccini ed emoderivati di produzione regionale” al cui interno sono ricompresi i consumi per farmaci per emofilia non previsti, come da indicazioni regionali, nel preventivo. Il costo complessivo proiettato a fine 2016 per i farmaci per emofilia è pari a circa 7,3 milioni di euro».

L’Aas 5

Nel Friuli occidentale il trend non è diverso da quello rilevato nelle altre aziende della regione. A fine anno l’Aas 5 conta di chiudere il bilancio a -18,3 milioni di euro. Ad influenzare l’andamento «il consumo di farmaci innovativi Hcv e quelli per il trattamento dell’emofilia che, secondo le indicazioni regionali, devono essere iscritti alla voce costi nel report relativo al secondo quadrimestre» spiega l’Azienda.

Questa categoria di farmaci pesa sul bilancio, da sola, per oltre 12,4 milioni di euro. Anche altre categorie di farmaci sono segnalate in aumento, per 1,8 milioni: i farmaci ematologici, quelli impiegati nel trattamento della sclerosi multipla e dell’artrite reumatoide.

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