La parola “partigiano” divide ancora Martignacco

L’Anpi e il senatore Saro chiedono di inserire la dicitura nella targa dedicata a Pietro Martini. Il sindaco ricorda invece che il Consiglio comunale decise di scrivere solo nome e cognome

MARTIGNACCO. Non si placa la polemica fra l’amministrazione comunale di Martignacco e la locale sezione dell’Anpi sull’intitolazione di via Pietro Martini.

Mirella Del Negro, Ermes Minisini e Ferruccio Saro, già amministratori comunali di Martignacco, hanno inviato una lettera al sindaco Marco Zanor e, per conoscenza, all’intero Consiglio comunale, in cui dichiarano che la segnaletica originaria di via Pietro Martini era la stessa di oggi, ma con sotto la scritta “Partigiano”.

Del Negro, Minisini e Saro, nella missiva, affermano anche che «a suo tempo l’intitolazione della via era stata proposta da apposita commissione, assieme all’intitolazione di altre vie con relativa singola giustificazione culturale. L’intitolazione al giovane era proprio dovuta al suo essere stato partigiano e caduto nella lotta di Liberazione. Ci addolora sapere che non è stata trovata completa documentazione a tal proposito e quindi riteniamo corretto riportare la nostra testimonianza in merito. A nostro parere, come in altri Comuni, sarebbe opportuno sintetizzare il senso onorifico dell’intitolazione della via, particolarmente se trattasi di persone locali».

Il presidente della sezione Anpi di Martignacco Luciano Martin interviene rivolgendosi direttamente al sindaco e alimentando la polemica: «Dispiace per la sua ultima risposta, in cui accusa la nostra associazione di un sostanziale rifiuto delle regole democratiche. Pensiamo sia doveroso e serio dimostrare a tutti, attraverso ogni tipo di ricostruzione documentaria, il perché della nostra richiesta di ripristino della segnaletica stradale. Invitiamo anche lei e i suoi uffici a farlo. Per noi non è un iter amministrativo concluso, ma questione di significati e riferimenti storici. Pensiamo che una risoluzione positiva sia cosa fattibile e semplice».

Martin continua spiegando che, a suo dire, il sindaco Zanor «agisce a senso unico e con scarsa democraticità nelle decisioni».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la socia Anpi, Mirella Del Negro. «Ci sentiamo discriminati come cittadini. Il sindaco decide unilateralmente. Non capiamo la motivazione profonda del perché non si possa ripristinare la scritta.

Zanor sostiene che non si può fare differenze tra un corpo e l’altro e che la segnaletica stradale non contempla l’apposizione di titoli, ma a Martignacco c’è via Bruno Orioli con la dicitura di Cavaliere della Repubblica».

Il sindaco Marco Zanor, sulla vicenda, spiega: «Nel 1981 il Consiglio comunale deliberò di intitolare la via a Pietro Martini, senza titoli. La delibera lo stabilisce in virgolettato e, quindi, chiaramente. Così l’assemblea civica votò anche per via Bruno Orioli con, in virgolettato, la dicitura di Cavaliere della Repubblica. Ci sono le delibere e vanno rispettate. Oggi esiste addirittura ancora una targa originale di via Pietro Martini all’imbocco con via San Daniele ed è senza la scritta “partigiano”. Quella è la targa originale».

La vicenda solleva polemiche ormai da tempo e in molti hanno preso posizione, compreso il consigliere regionale del Pd Vincenzo Martines, che aveva presentato una interrogazione in consiglio regionale dopo che in passato l’amministrazione di Martignacco aveva già negato la possibilità di inserire la parola partigiano sulla targa della via.

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