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Viaggi e consulenze: la Regione Fvg ha già speso 2,4 milioni ma il budget è in calo

Nel 2016 tagliati 200 mila euro ai capitoli delle Direzioni. Uscite consistenti per bollettini, eventi e pubblicazioni. Nel calcolo effettuato dagli uffici quest’anno non vengono inseriti gli oneri sostenuti per la manutenzione o l’acquisto di veicoli

2 minuti di lettura

UDINE. La Regione stringe nuovamente i cordoni della borsa in relazione alle spese autorizzate per Direzioni e Uffici per l’anno in scorso. Il budget relativo al 2015, infatti, era già stato decurtato dal 10% al 25% rispetto al passato a seconda della singola voce di spesa presa in considerazione, ma un anno dopo la giunta Serracchiani ha effettuato una nuova sforbiciata di 200 mila euro portando il limite di spesa complessivo da 4 milioni e 800 mila euro a 4 milioni e 600 mila.

Il budget, entrando nel dettaglio dei campi oggetto di pagamento, riguarda i costi da sostenere per studi e incarichi di consulenza (tetto massimo 885 mila 556), relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e spese di rappresentanza (2 milioni 91 mila 475), missioni (1 milione 593 mila 426) e acquisto di mobili o arredi vari (30 mila).

La giunta, inoltre, monitora costantemente le voci di uscita e, a tempi stabiliti, aggiorna il totale spacchettandolo e adattandolo a seconda delle esigenze. In questo modo, quindi, è possibile analizzare anche in corso d’opera l’andamento delle spese e, così, si scopre che al 26 settembre di quest’anno – ultima data utile per la valutazione – la spesa già impegnata in conto competenza è pari a 2 milioni 461 mila 486 euro.

La fetta maggiori di uscite, sino a poco meno di un mese fa, riguardava il capitolo delle relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza (pari a 981 mila 876 euro), seguito da quello per le missioni (953 mila 106) e delle uscite dedicate a studi e incarichi di rappresentanza (526 mila 503), mentre per l’acquisto di mobili e arredi non è stato al momento speso nemmeno un centesimo.

Come accennato, in ogni caso, si tratta di un totale di spesa parziale perché c’è tempo sino al 31 dicembre di quest’anno per rendicontare le uscite fino al limite massimo di 4 milioni e 600 mila. Nell’ultima seduta di giunta, inoltre, sono stati suddivisi nuovamente i limiti massimi per singola direzione.

All’interno delle voci, poi, è possibile analizzare il tetto di spesa concesso alle direzioni e alle diverse categorie. Il limite più alto di uscite viene concesso all’Ufficio stampa e comunicazione per costi legati alla stampa di bollettini o manifesti (807 mila 100 euro), l’organizzazione delle varie manifestazioni (490 mila 565 euro), oltre alle pubblicazioni legate ai vari aspetti dell’agricoltura (100 mila).

Il servizio Relazioni Internazionali e Infrastrutture Strategiche, poi, è autorizzato a coprire le spese per attività correlate all’Ince (fino a un massimo di 173 mila euro), a Finest e Informest (150 mila cadauno), per il Fondo patrimoniale – conferimenti Agect con Veneto e Carinzia (70 mila) –, promozione all’estero e organizzazione di eventi (50 mila).

E se alla Direzione sport e cultura non è concesso nemmeno un centesimo di fondi, quella per le infrastrutture e il territorio, complessivamente, non supera il budget di 15 mila euro, mentre l’Ufficio di gabinetto si deve “accontentare” di 39 mila 500 euro.

Per quanto riguarda gli studi e gli incarichi di consulenza, invece, la possibile voce più corposa è assegnata alla Direzione lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università (253 mila euro), seguita da quella delle attività produttive, turismo e cooperazione (195 mila) e delle risorse agricole, forestali e ittiche (131 mila 760).

Da notare, infine, che nel limite di budget, quest’anno, sono state escluse le spese relative alle autovetture e all’acquisto dei buoni taxi sia per la presenza di una sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità della norma nazionale sui tagli applicati alla Regioni nel settore, sia perché con il trasferimento delle funzioni dalle Province alla Regione sono passati in carico a Trieste un numero non secondario di automezzi che al momento non possono essere inseriti nella base di calcolo.

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