Amaro, il Consorzio ai dipendenti: condividete l'auto per venire al lavoro

Il “car pooling” aziendale contro sprechi e inquinamento. Una soluzione (il Jojob) anche per il problema dei parcheggi

AMARO. Perché muoversi ognuno con la propria auto quando lavorando a poche centinaia di metri ne basterebbe una per tutti? La domanda se l’è fatta Danilo Farinelli, il direttore del Carnia industrial park - leggi Cosilt -, sbarcando ad Amaro lo scorso mese di aprile. Se lo è chiesto e si è dato una risposta che promette di far oggi del Consorzio un apripista a livello nazionale.

È infatti il primo ad abbracciare la filosofia del carpooling aziendale che permette ai dipendenti, in questo caso delle aziende consorziate, di condividere in auto il tragitto casa-lavoro attraverso la semplice registrazione a un portale web che incrocia tragitti e orari.

«Siamo il primo consorzio industriale in Italia a proporre il servizio» spiega Farinelli enumerandone i tanti vantaggi. Dal risparmio di carburante a beneficio dei bilanci famigliari dei lavoratori, all’abbattimento delle emissioni di Co2 utile alle imprese per il mantenimento delle varie certificazioni ambientali, fino alla soluzione dei problemi di parcheggio come nel caso di Automotive Lighting.

Nell’azienda tolmezzina produttrice di fanali, i 1.100 dipendenti fanno letteralmente a “gara”, ogni giorno, per accaparrarsi uno dei pochi posti auto rimasti a disposizione dentro i cancelli, causa il boom dell’occupazione e il progressivo ampliamento delle superfici produttive.

La soluzione proposta dal Consorzio si chiama Jojob, un servizio dell’azienda torinese Bringme che la prossima settimana sarà in Carnia, assieme al Consorzio, per illustrare ai lavoratori la nuova possibilità. Sia con interventi in azienda che nelle mense di Amaro e Tolmezzo. «Si tratta di un portale sul quale abbiamo già pre-registrato le circa 200 imprese insediate nelle aree produttive di Amaro, Tolmezzo e Villa Santina consentendo così ai rispettivi lavoratori - parliamo di una platea di circa 3.500 persone - di iniziare subito a utilizzare il servizio».

Farinelli si dice convinto della bontà di questa soluzione. Specie per la Carnia. Perché è vero che qui i paesi sono piccoli e tutti si conoscono - ergo: potrebbero facilmente mettersi d’accordo sul viaggio “comunitario” senza la mediazione tecnologica -, ma è vero anche che proprio per la condizione di piccolo microcosmo produttivo l’area industriale governata dal Cosilt offre una situazione ideale alla sperimentazione.

«Abbiamo infatti aziende site l’una a brevissima distanza dall’altra - spiega il direttore - e questo fa sì che su una singola auto possano salire anche lavoratori di diversi stabilimenti».

A patto che i rispettivi tragitti e orari collimino. A verificarlo è il portale. Ai dipendenti non resta che superare l’iniziale diffidenza e iscriversi al sito per testare in proprio i benefici della macchina in comune che hanno sì a che fare con la benzina ma anche con una serie di benefit messi a disposizione dallo stesso portale e in futuro anche dal Cosilt.

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