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Promessa del calcio vince il concorso del Bertoni

Concorso letterario, Giampiero Piussi al primo posto. L’istituto udinese ha festeggiato i 200 anni della congregazione degli stimmatini

UDINE. Ritornare alla nostra essenza, alla ricerca del proprio io e della libertà di chi non vive condizionamenti. Lontano dai materialismi, dal caos della quotidianità, scendendo nel profondo delle proprie riflessioni più intime. Scoprire se stessi è un’operazione che presuppone fatica, sforzi nonché grande maturità etica, e non sempre restituisce un’immagine di vincitori.

A riconoscere e cogliere una verità universale sono stati i ragazzi del liceo Bertoni che, negli scritti con i quali han ...

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UDINE. Ritornare alla nostra essenza, alla ricerca del proprio io e della libertà di chi non vive condizionamenti. Lontano dai materialismi, dal caos della quotidianità, scendendo nel profondo delle proprie riflessioni più intime. Scoprire se stessi è un’operazione che presuppone fatica, sforzi nonché grande maturità etica, e non sempre restituisce un’immagine di vincitori.

A riconoscere e cogliere una verità universale sono stati i ragazzi del liceo Bertoni che, negli scritti con i quali hanno partecipato al “Premium Bertonianum”, concorso letterario internazionale indetto dall’istituto in occasione dei 200 anni dalla fondazione della congregazione degli stimmatini - ente che oggi gestisce l’istituzione educativa udinese - hanno affrontato e sviluppato proprio questi contenuti.

Sabato, nell’aula magna della scuola, si sono tenute le premiazioni: al terzo posto si è classificata Linda Malagouen, che ha “conquistato” la commissione giudicante per il suo invito rivolto ai coetanei a non guardare inermi lo scorrere del tempo, ma a uscire e vivere la vita, preceduta da Lorenzo Linda, con un testo che tra riflessioni antiche e moderne, in un linguaggio raffinato, ha analizzato il tema.

Il primo posto è invece per Giampiero Piussi, studente modello che agli ottimi risultati scolastici - rappresentante degli studenti, amante di teatro, impegnato nel giornale della scuola e in diversi concorsi di lettere classiche - abbina anche i successi del mondo del calcio.

Il suo testo si compone di intensi passaggi e garbate ironie espresse attraverso un bellissimo linguaggio, con il quale lo studente è riuscito a superare la conoscenza della tradizione cogliendo cosa significa la ricerca del sé.

Il tema prendeva spunto proprio da «Redde te ipsum tibi» (“Restituisci a te te stesso”), la massima contenuta nelle riflessioni di San Gaspare Bertoni che, nel 1816, fondò a Verona la congregazione stimmatina, come illustrato nel video a cura di Adriano Baldo, in cui sono state ripercorse le tappe della missione partita due secoli fa dalla casa madre e diffusasi in altri 13 Paesi, che conta oggi circa 400 stimmatini sparsi nel mondo.

A introdurre la mattinata è stato don Pasquale Cavallo, che ha spronato i giovani a rispecchiarsi e riappropriarsi della propria identità lontano dagli oggetti.

«Trovate il momento di entrare in voi stessi - ha affermato -, agite per capire quale contributo dare in questo tempo».

Dopo il saluto delle consigliera comunale Raffaella Cavallo, è stata la lezione sul tema del “Redde te ipsum tibi nella letteratura” a cura del professore Gabriele Ragogna, coordinatore didattico del Bertoni, a concludere la mattinata.

Il dirigente, partendo dalle citazioni del mondo classico, ha ricordato che «conoscersi è un valore, mentre chi non conosce se stesso si sgretola dinanzi alle difficoltà. La vera conoscenza non è fuori, ma radicata dentro la vita di ciò che studiamo non solo nella mente, ma nell'anima e nel cuore». (g.z.)

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