Vi racconto il progetto “Il Vento Del Freeul”

Intervista a Luca Della Savia, uno dei più famosi instagrammers della nostra regione, coautore di un progetto per diffondere via social le bellezze del territorio

Luca Della Savia, uno dei più famosi instagrammers della nostra regione, è il coautore del progetto “Il Vento Del Freeul” grazie al quale , insieme ad altri ragazzi, contribuisce a diffondere via social le bellezze del nostro territorio.

Parlaci di te, di come ti sei avvicinato al mondo della fotografia e successivamente a Instagram

Ho iniziato per scommessa verso me stesso. Dopo aver iniziato a lavorare, ho deciso di investire i primi stipendi per comprarmi una reflex. Avevo deciso di provare perché la fotografia era una cosa che mi piaceva fare, ho pensato “magari questo farà piacere anche a qualcun altro”. Ho iniziato partendo dalle basi della fotografia e sperimentando tanto, partendo dal fotografare i campi dietro casa mia, di un piccolo paese di campagna. Poi nel tempo libero andavo spesso in giro e quindi ho iniziato a fotografare i posti che visitavo. Diciamo che il non frequentare corsi è stata un po’ anche una scelta, perché era una cosa che volevo sentire molto mia, volevo esprimere qualcosa da quello che imparavo io. Le mie sono foto molto soggettive

Luca Della Savia racconta il progetto Il vento del Freeul

Infatti, le tue fotografie rappresentano spesso prospettive che non sono quelle convenzionali tipiche delle foto turistiche che troviamo in internet.

Si l’intento è proprio quello di esprimere un punto di vista molto soggettivo.

In questo Instagram come ti ha aiutato?

Oltre che ad essere una palestra, Instagram è stato una grande fonte di formazione. Invece di imparare seguendo dei corsi, cercavo di imparare guardando quello che facevano gli altri, impegnandomi finché non ci riuscivo.

Da un progetto fotografico individuale come era il tuo unico profilo Instagram, si è poi giunti ad uno più esteso che coinvolge te e altri ragazzi dal nome “Il Vento Del Freeul”. Parlaci di com’è nata questa idea.

Praticamente è nato una sera, tra una birra e l’altra, da un’idea mia e di una mia compaesana. Volevamo creare un gruppo fotografico che parlasse del Friuli. Siamo partiti io e lei, girando le zone dell’alto Friuli, iniziando ad esplorare quello che il nostro territorio ci offriva e accorgendoci che era veramente molto. Per cui abbiamo pensato di integrare delle persone in più da diverse zone della regione, così da inglobare più persone, fare più foto e rappresentare meglio quello che la nostra regione ha da offrirci.

Si è aggiunta quindi una ragazza di Gorizia che si occupa di tutta la parte del Carso e di Trieste, due ragazzi del Pordenonese, un ragazzo di Latisana che si occupa della zona del basso Friuli e infine una ragazza di Verzegnis. Tutti questi ragazzi avevano iniziato come me su Instagram e proprio grazie a questo social li ho conosciuti. Instagram non è stato quindi solo una palestra, ma un vero e proprio canale che mi ha permesso di conoscere persone che hanno la mia stessa passione e potessero condividerla anche “fisicamente” con me

Tramite Instagram hai ottenuto un notevole successo. Tanto che ti hanno ingaggiato come reporter per immortalare alcun importanti eventi. Raccontaci un po’ di queste esperienze.

Si, ho avuto la possibilità di partecipare ad alcuni eventi grazie ad alcune communities presenti su Instagram come IGERSFVG e IGERSUDINE. Ci tengo a specificare che non sono solo dei gruppi di profili virtuali, ma gruppi di persone vere e proprie che hanno un cuore, ti capiscono, condividono le tue passioni e ti aiutano. Grazie a loro ho potuto partecipare al Bastianich Music Festival (evento organizzato dal critico gastronomico Joe Bastianich nella nostra regione la scorsa estate ndr), sono andato due giorni a Sauris al Borgo Eibn per immortalare aspetti di quel luogo che pochi conoscono e tra poche settimane andrò in Austria ai mercatini dell’avvento di Villach.

Per quanto riguarda i soggetti che fotografi, ce ne è uno in particolare a cui sei legato e che non ti stanchi mai di fotografare?

A parte i campi dietro casa mia (ride ndr), al secondo posto ci sono i Laghi di Fusine, uno dei posti per me più emozionanti. Poi c’è un altro posto che ho visto e fotografato solo una volta, ma che mi ha colpito immediatamente: il lago di Bordaglia. Diciamo che ho un vero amore per i laghi.

A proposito di laghi, la scorsa estate avevi infatti svolto un viaggio tra i laghi del Nord Est condividendolo sui social con un progetto fotografico dal titolo “due friulani tra i laghi”.

Si, io e una mia amica siamo partiti dal Friuli alle due di notte per arrivare al lago di Caldonazzo, in Trentino Alto Adige, apposta per fotografare l’alba. Da lì ci siamo spostati verso il Lago di Garda, poi altri in Trentino, passando per Braies, per poi ritornare in Friuli, toccando Sauris e Barcis e infine siamo giunti in Slovenia.

Questa passione, ormai quasi un secondo lavoro, ti ha permesso di approfondire il tuo rapporto con l’ambiente in generale e acquisire un maggior senso del dovere per quanto riguarda la sua tutela?

Avendo vissuto tutta la mia vita in campagna, l’amore per il terreno è sempre stato tra le prime cose che mi hanno insegnato a casa. Quindi che siano i campi dietro casa mia, che sia il Lago di Cavazzo, che sia qualsiasi altro posto, il territorio viene prima di tutto, rimane sempre la stessa passione che ho imparato a casa.

Instagram è un social che ormai conosci molto bene. Hai notato se c’è un interessamento da parte dei giovani riguardo questo tipo di progetti?

Inizialmente il feedback mi è giunto maggiormente da persone fuori regione, molto più grandi di me. Avevo anche alcuni ragazzi, ma erano persone che conoscevo e che quindi mi avevano dato il loro appoggio perché mostravo loro delle foto. Adesso con il “Vento Del Freeul” stiamo cercando di coinvolgere ancora di più i ragazzi facendoli partecipare attivamente attraverso un hashtag o magari con un semplice messaggio, invitandoli a mostrarci quello che loro vedono del Friuli.

Abitiamo tutti nello stesso posto, ma a volte qualcuno vede qualcosa che per esempio io non sono riuscito a vedere. Vogliamo quindi che condividano questo con noi e mostrarlo anche a tutti gli altri. Io ho conosciuto questi ragazzi con i quali condivido questo progetto, ma ce ne sono molti altri (amatoriali) che fanno bellissime foto e che quindi è giusto vengano fatti conoscere, proprio come noi.

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