Udine, colpo di pistola al comando: sospesi vigile che sparò, dirigente e ufficiale

Comminate le sanzioni disciplinari dopo il ferimento della vigilessa. Sul caso stanno indagando anche la Procura e una commissione

UDINE. Il vigile che ha sparato per errore a una collega durante un’esercitazione è stato sospeso dal servizio. Alcuni giorni di stop sono stati comminati anche al comandante Sergio Bedessi (anche se in quelle ore si trovava all’estero) e all’ufficiale responsabile dell’ufficio comando che organizza i corsi e che era presente al momento dell’incidente.

A decidere le sanzioni che dovrebbero scattare tra alcuni giorni è stato il dirigente del personale Rodolfo Londero.

Facile immaginare però che tutte e tre le persone sospese facciano ricorso al giudice del lavoro che potrebbe anche decidere di sospendere le sanzioni prima ancora di entrare nel merito della vicenda. Al di là delle sanzioni disciplinari, a chiarire quanto accaduto il 19 luglio scorso al comando della polizia municipale di via Girardini sarà l’inchiesta della Procura di Udine che avrà il compito di individuare le eventuali responsabilità penali.

Di chi ha sparato, ma anche di chi avrebbe dovuto vigilare affinché fossero garantite le condizioni di sicurezza. Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Claudia Finocchiaro.

A “scagionare” il collega da ogni responsabilità era stata direttamente Elia Iop la vigilessa ferita di 48 anni che dal letto del Santa Maria della Misericordia dov’era ricoverata ci tenne subito a chiarire: «Siamo colleghi, non abbiamo mai avuto alcuno screzio. Quel colpo è partito in maniera del tutto accidentale. Spero che non debba subire pesanti conseguenze a causa di quello che è successo – aggiunse –. Stamattina è venuto a trovarmi e l’ho visto davvero sconvolto».

Anche perché l’incidente poteva finire in tragedia. La pallottola che ha colpito la Iop, ha raggiunto la zona dell’inguine ed è uscita dalla parte bassa della schiena, senza ledere fortunatamente l’arteria femorale. Pochi centimetri più in là e le conseguenze potevano essere molto più serie per la vigilessa.

L’incidente si è verificato in un’aula didattica che si trova nel seminterrato del Comando di via Girardini alla presenza di una trentina di agenti. L’incontro, la seconda lezione delle quattro previste, stava terminando e in fase di riepilogo dei vari temi affrontati i due agenti si stavano cimentando nelle tecniche di reazione in caso di una minaccia con arma da fuoco. Le pistole utilizzate durante questo genere di esercitazioni di solito vengono preventivamente private del caricatore in un’area dedicata. Anzi, spesso si usano armi e coltelli di plastica.

Invece in quella circostanza l’arma era carica. E anche la giunta Honsell vuole fare chiarezza sull'accaduto tanto che un’ora dopo l’incidente, ha istituito una commissione d’inchiesta composta dal segretario generale, Carmine Cipriano, dal dirigente Luigi Fantini, e dalla viceprefetto Gloria Allegretto. La commissione ha lavorato parallelamente all’inchiesta della polizia coordinata dalla Procura. L’obiettivo è stabilire la dinamica di un incidente mai accaduto prima nel comando di via Girardini anche per evitare che un simile episodi possa ripetersi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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