La poesia di un luogo: in anteprima le foto di vicolo Sottomonte a Udine - Foto

Sono state scattate dalla gente per rigenerare la strada. Venerdì apre la mostra nello spazio Make di via Manin

UDINE. Qualcuno ha colto la luce dopo la pioggia, altri la profondità del vicolo sotto diverse angolature. Altri ancora hanno immortalato le scritte quasi fossero opere d’arte e c’è anche chi si è fermato con l’obiettivo davanti alla grata di una finestra. Tutto questo è vicolo Sottomonte. Belle le fotografie scattate dalla gente e da fotografi professionisti che da venerdì 25 novembre si potranno ammirare nello spazio espositivo Make di via Manin, 6. La mostra sarà inaugurata alle 18,30.

Partito più di un anno fa quasi fosse una scommessa tra un gruppo di amici che con “CasAltrove” puntava sull’arte con risvolti poetici per riscoprire l’identità del vicolo, il progetto di social art e rigenerazione urbana fa un altro passo avanti.

È entrato nella seconda fase, quella fotografica, che sta per concludersi con l’esposizione delle immagini, o meglio delle emozioni colte da tutti coloro che quel vicolo lo attraversano perché lì ci abitano o semplicemente perché preferiscono attraversare il centro passando quasi inosservati. Il Messaggero Veneto anticipa qualche scatto per descrivere la magia del luogo troppo spesso preso di mira dai graffitari o da chi si scaglia contro i segni della storia.

«L’idea - spiega l’architetto Alfonso Firmani, il promotore del progetto - è quella di creare un qualche cosa che possa portare alla rivoluzione di un luogo.

Perché in vicolo Sottomonte si scontra il bello e il brutto, il bene e il male». Non è facile fotografare la strada stretta tra due file di edifici dove il sole non entra facilmente e dove un gruppo di poeti di strada appiccica i versi quasi fossero messaggi criptati. «È difficile - ammette Firmani - alcuni si sono concentrati sull’estetica, altri sono entrati nelle case, altri ancora hanno rappresentato il movimento». Certo è che quelle immagini raccontano la storia di ieri e di oggi di quell’angolo di centro storico.

Cinque i fotografi professionisti che hanno deciso di contribuire alla rigenerazione di vicolo Sottomonte. Paolo Ferrari, Francesco Comello, Alessandra Carloni, Virginie Foubert e Tommy Balestra, raccontano le attività artigianali focalizzando l’attenzione sulle mani di chi prepara i dolci piuttosto che “rubando” alcuni momenti familiari rendendoli appena visibili attraverso le tende.

Il risultato è quasi emozionante. Saranno sempre questi artisti a scegliere le immagini più significative tra quelle ricevute dagli udinesi e non solo.

Tutte saranno proiettate negli spazi di Make, dove la mostra resterà aperta fino al 10 dicembre. Sarà allora che il progetto si avvierà verso la terza e ultima fase con l’esposizione, dal 16 dicembre al 6 gennaio, in vicolo Sottomonte, trasformandolo di fatto in una galleria a cielo aperto, delle installazioni che non solo Firmani, ma anche Carlo Vidoni, Anna Pontel, Maria Elisabetta Novello, Paolo Furlanis e Ba Abat, stanno completando per avvicinare il pubblico all’arte contemporanea.

A questi si aggiungeranno le opere del gruppo Dmav Dalla maschera al volto che, in vicolo Sottomonte, ha già realizzato Numbers.

Attraverso i giochi di luce e gli effetti scenici, l’idea è creare un’atmosfera tutta nuova in un luogo in cui c’è voglia di riscatto, ma anche di far tesoro della storia che lo avvolge da quando venne illuminato dalla lampadina elettrica di Malignani. Fu la prima strada della città a usufruire di tale privilegio.

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