Aeroporto Fvg, nuove rotte e alta velocità: ecco i piani di sviluppo - Foto

La società punta su collegamenti con Francoforte, Genova e Malpensa. A dicembre il cantiere del polo intermodale. Dal 2017 bilancio in forte utile

RONCHI DEI LEGIONARI. Aumento delle destinazioni (Francoforte, Genova, Malpensa) e del traffico con nuove rotte. Ammodernamento dello scalo e servizi adeguati, primo fra tutti il collegamento con il treno. Un’azienda solida, con i conti a posto già da quest’anno.

I vertici dell’Aeroporto, il presidente Antonio Marano e il direttore generale Marco Consalvo, illustrano le strategie dello scalo a un anno e poco più dal loro insediamento.

E lo fanno in occasione del taglio del nastro della nuova area partenze, irriconoscibile (in meglio) rispetto a prima.

Un lavoro da 5 milioni di euro, che si è accompagnato al lancio del logo rinnovato e al nome inglese “Trieste Airport” dell’infrastruttura.

Complimenti da parte della presidente della Regione Debora Serracchiani che, nel suo discorso, ha ricordato come «non sia stato semplice intervenire da subito nella situazione dell’aeroporto».

«E’ stato un lavoro duro, durissimo - ha rimarcato -. Diventiamo finalmente raggiungibili. Questo non sembrava nemmeno un aeroporto, adesso ha una dignità diversa. Nei miei incontri istituzionali, con politici o imprenditori stranieri, vorrei smettere di dire che Udine o il Friuli sono “solo” vicini a Venezia. L’identità è importante».

Serracchiani ha accennato pure alla denominazione. «Trieste Airport è per essere riconosciuti in modo semplice e diretto, ma lo scalo resta intitolato a Pietro Savorgnan di Brazzà - ha precisato -. Un po’ come Fiumicino, che porta il nome Leonardo da Vinci. So che è un tema sensibile e mi arriveranno delle mail».

A caccia di destinazioni. Nessuna ufficialità, perchè i tempi sono prematuri, ma i vertici del Trieste Airport stanno lavorando su parecchi dossier. C’è incertezza sul futuro di Alitalia che, subito dopo il referendum del 4 dicembre, annuncerà un piano di tagli lacrime e sangue, con circa 2 mila esuberi e 20 aerei a terra.

Ma la “scure” non dovrebbe toccare Ronchi che con la compagnia di bandiera è collegato solo a Linate e a Roma. Anzi l’obiettivo è quello di convincere Alitalia a introdurre la rotta per Genova, visto che tutto il Nord Ovest italiano è “scoperto”. Altro capitolo riguarda Lufthansa.

Qui l’ambizione è quella di “strappare” dai tedeschi il sì al Trieste-Francoforte. Sarebbe un colpaccio, visto che la città sul Meno è un hub intercontinentale. In pratica dalla nostra regione si arriverebbe davvero in ogni angolo del mondo.

Continua la “corte” a Ryanair, ma il vettore low cost ha un problema di mancanza di aerei, quindi è difficile che al momento possa inserire altre rotte (oltre a Londra, Valencia, Trapani, Catania e Bari) in tempi brevi. Ma non appena la compagnia irlandese avrà i velivoli, anche Ronchi potrebbe approfittare di nuove destinazioni, domestiche ed europee.

Infine, notizia fresca fresca, Marano e Consalvo hanno avuto un contatto con gli emissari di una linea aerea italiana che nascerà nei prossimi mesi e che vuole proporre a Ronchi una tratta con Milano Malpensa, altro hub importantissimo, due volte la settimana. Molto buone, finora, le performance delle linee già avviate, Catania, Istanbul e Tirana.

Il polo intermodale. «Abbiamo firmato ieri (giovedì, ndr) dopo 3 ore e mezza dal notaio, il contratto con l’impresa che ha vinto l’appalto».

L’annuncio del presidente Antonio Marano ha fatto partire l’applauso di molti ospiti. «Di collegamento con la ferrovia - ha aggiunto la presidente Serracchiani - si parlò per la prima volta nel 2000. Adesso saremo comunque il primo aeroporto ad avere la stazione del treno lì, a disposizione».

Il cantiere del primo lotto aprirà subito, a dicembre, e avrà una durata di 13 mesi. Dunque dalla primavera del 2018 si potrà arrivare comodamente in treno, dalle principali città, per prendere l’aereo.

«Se avremo i finanziamenti che mancano entro marzo 2017 - ha detto ancora il Dg Consalvo - potremo già fare in contemporanea le opere previste del secondo lotto».

Passeggeri e conti. L’Enac (Ente nazionale aviazione civile) stima per Ronchi, nel 2030, un traffico di 1,8 milioni di viaggiatori l’anno, più del doppio di oggi, che non superano i 750 mila.

Ma incrementi sono ipotizzati, sull’ordine del 10/15% già dall’anno prossimo, per toccare il milione tra arrivi e partenze nel 2020. Sono 39 i milioni di investimenti (25 autofinanziati) previsti dal piano industriale, 12 dei quali per la nuova pista di decollo e atterraggio, che si farà in estate.

Anche il bilancio della società Aeroporto, controllata interamente dalla Regione, cambia rotta, rispetto agli ultimi esercizi in rosso. Piccolo utile (forse 100 mila euro) già nel 2016, mentre per il 2017 e gli anni a venire «gli utili saranno superiori al milione - ha detto Consalvo -, grazie anche al contenimento dei costi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Terremoto in Australia, il momento della scossa: il sisma sorprende gli sciatori

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi