Il mare restituisce gli ultimi pensieri scritti da Gabrielle

Trovata la bottiglia che aveva lanciato a Gaeta. La mamma: mi conforta, ho sentito l’esigenza di cercarla

MANZANO. Guarda il mare Gabrielle. Le mani sui fianchi, un bel vestito estivo, un panorama stupendo con barche ormeggiate al largo e alcuni monti in lontananza nel golfo. “Gaby” non poteva sapere che quella - scattata a Gaeta dallo zio - sarebbe stata la sua ultima foto.

Pochi giorni dopo quella ragazzina di dodici anni di origini statunitensi sarebbe caduta da cavallo al circolo equestre “Elle” di San Nicolò, frazione di Manzano. Finendo a terra fu colpita al torace dallo stesso animale, il suo amato “Amino”: le lesioni riportate ne provocarono la morte, avvenuta il giorno seguente, venerdì 9 settembre di quest’anno, all’ospedale di Udine, città dove gli Harbert si sono trasferiti dalla California.

Una tragedia infinita che ha gettato nello sconforto la sua famiglia - la madre Francesca Cremona, il padre Richard Harbert, i suoi due fratelli - e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla.

Il buio di questo lutto inconsolabile è stato però come illuminato qualche giorno fa da una scoperta fatta dalla madre Francesca che, guidata da un istinto che solo un genitore può avere, ha ritrovato un “filo” che l’ha riportata ancora per una volta vicino alla sua amatissima figlia. «Il giorno in cui fu scattata quell’ultima foto a Gaeta - racconta la madre Francesca emozionata - Gaby aveva gettato in mare una bottiglia contenente un messaggio affidato alle onde. Mia figlia aveva scritto in inglese alcune riflessioni sulla vita, sulla sua famiglia, sul mondo. Questo gesto venne ricordato anche al funerale di Gaby. Qualche giorno fa ho sentito l’esigenza di cercare notizie di quella bottiglia e ho cominciato a fare qualche ricerca al computer».

«Inizialmente non avevo trovato nulla - racconta Francesca Cremona - poi guardando le foto individuate dal motore di ricerca inserendo le parole “messaggio in bottiglia” sono rimasta come folgorata. Un’immagine era chiaramente quella della bottiglia lanciata da mia figlia in mare.

Qualcuno l’aveva trovata. Cercando ancora ho visto un articolo di un giornale locale, Editoriale Oggi, che raccontava la storia di questa bottiglia, trovata da una famiglia di Gaeta, a qualche chilometro dal luogo in cui Gaby lanciò in mare il messaggio».

Francesca Cremona è poi riuscita a contattare il giornale e la famiglia che aveva trovato la bottiglia. Non sapevano che la giovane autrice di quello scritto lanciato in mare era morta. Sono rimasti ovviamente molto colpiti e se in un primo momento avevano pensato di restituire il messaggio al mare perché altri leggessero le parole di Gaby, ora vogliono restituire l’oggetto alla madre.

In quella lettera Gaby parla delle sue aspirazioni, ma anche dei suoi timori: la paura delle armi, la preoccupazione che qualcuno nella sua famiglia muoia o venga ucciso, che Donald Trump vinca le elezioni. Ma parla anche del suo cavallo Amino e lo definisce «the light of my world», ossia «la luce del mio mondo».

«Ci sono alcune coincidenze molto particolari in questa storia - sottolinea Francesca Cremona - . Per esempio l’articolo è stato pubblicato il giorno del funerale di Gaby, il 16 settembre. Io l’ho trovato il giorno del Ringraziamento. E poi ho scoperto che una delle barche che si vedono al largo, a sinistra, nell’ultima foto di Gaby appartiene alla famiglia che ha ritrovato la bottiglia».

«Tutto ciò mi dà un po’ di conforto - dice la madre non riuscendo a trattenere le lacrime - . Ci sono delle cose tra la vita e la morte molto più grandi di noi, di ciò che il nostro cervello riesce ad afferrare. Ripensando a quell’ultima fotografia a Gaeta, mi sembra che Gaby guardi verso la fine del mondo, come se stesse aprendo le ali. Gaby è arrivata alla perfezione».

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