Il sogno di Luca diventa realtà: venti giorni nello staff di Cracco

Cervignanese, 18 anni, studente all’alberghiero Stringher, ha svolto uno stage nel ristorante milanese della star «Ho lavorato tanto, è stata una grande opportunità e ora ho una speranza. Lui è severo, ma molto gentile»

CERVIGNANO. È riuscito a far diventare realtà il suo sogno nel cassetto, grazie all’intraprendenza e alla determinazione. È partito da Cervignano diretto a Milano. Destinazione il “Ristorante Cracco”, dal 2007 nell’élite dei 50 migliori ristoranti del mondo, del noto chef Carlo Cracco, implacabile e temutissimo giudice del fortunato programma televisivo “Masterchef”. Lui si chiama Luca Garofalo, ha 18 anni, abita a Cervignano con il papà Antonio e studia all’istituto Stringher di Udine, settore alberghiero dell’enogastronomia. Luca, grinta da vendere, è riuscito nell’impresa: tre settimane di stage all’interno del ristorante milanese di Cracco, un vero e proprio templio dell’alta cucina.

Tutto è iniziato in giugno, in una sera d’estate. «Ho sempre avuto una grande passione per la cucina – racconta Luca – . Mi sono iscritto alla scuola alberghiera con la speranza, un giorno, di riuscire a far diventare realtà il mio sogno. In terza superiore ho avuto l’opportunità di fare uno stage a Cortina. Lo scorso anno, sempre a Cortina, per due settimane ho frequentato uno stage all’hotel Miramonti, uno dei migliori. A giugno sono stato a Milano, ero con due amici. Volevo conoscere di persona lo chef Carlo Cracco e assaggiare la sua cucina e così siamo andati a cena nel suo ristorante. Ho avuto la fortuna di trovarlo sul posto. Alla fine della cena, armato di coraggio, sono andato in cucina e mi sono presentato». Luca, oltre a stringere la mano allo chef Cracco, gli ha anche consegnato il suo curriculum vitae. «È stato gentile e disponibile. Dopo due mesi la sua segretaria mi ha chiamato. Dal 7 al 27 novembre ho potuto fare uno stage nel suo ristorante. Mi sono presentato il giorno prima e mi hanno dato tutte le direttive, a cominciare dall’abbigliamento: giacca bianca e pantaloni rigorosamente neri».

Appena arrivato Luca ha iniziato subito a lavorare, pieno di entusiasmo e di voglia di fare. «All’inizio mi hanno fatto sgusciare le uova. Durante i primi giorni ho svolto le mansioni più semplici e poi, dopo circa una settimana, ho cominciato a montare la crema olio, una preparazione che richiede particolare impegno, a lavorare il pesce, gli impasti per le focacce e a fare tante salse e creme. Un’esperienza bellissima, molto formativa». Tre settimane a dir poco intense, di cui Luca ricorda ogni singolo attimo. «Ho lavorato tanto e mi sono impegnato. Non dimenticherò mai questa grande opportunità. Alla fine dello stage, il sous chef Luca Sacchi mi ha detto di tornare a trovarlo dopo il diploma. Diciamo che ho una speranza».

Inutile dire che Carlo Cracco, per Luca, è diventato un mito. Di lui ammira la genialità, il carisma e anche la gentilezza. Nulla a che vedere, dunque, con il Cracco televisivo, che, a Hell’s Kitchen Italia, non di rado lanciava piatti e padelle. «È severo, ma anche molto gentile e pacato – assicura Luca – . Sono stato il primo in regione a poter fare questa esperienza. Ne sono orgoglioso». Luca ha ripreso a studiare e aspetta il giorno in cui potrà tornare in quel ristorante. Lo aspetta un futuro tutto in discesa. C’è da scommetterci.

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