Petizione on line negli Usa: "Salviamo i display Solari"

Tweet e Facebook a difesa del tabellone a palette della stazione di Philadelphia. Una protesta che è diventata un caso sulle testate nazionali e alla Cbs

I suoni possono portarci indietro nel tempo, in una sorta di viaggio della memoria. Lo stesso accade con alcuni oggetti: il giradischi, la Vespa, le espadrillas, la gomma del ponte... i display a palette della Solari. C’è qualcosa di magico in quei tabelloni neri dai numeri bianchi: il “clak” della paletta che cambia senza fare capire su che lettera o numero si fermerà regala la stessa emozione di una pallina che gira nella roulette in cerca di una casella.

A difesa di quelle palette negli Stati Uniti è nata una petizione online per il tabellone Solari della 30th Street Station di Philadelphia. Migliaia di cittadini si sono mobilitati sui social a colpi di Tweet e gruppi Facebook per protestare contro Amtrak, la National railroad passenger corporation – che li vuole sostituire –, uniti dall’ashtag #savethesign. Salva il segno. I vecchi display analogici dovrebbero lasciare il posto alle loro nuove versioni digitali.

Quei tabelloni con gli orari, sono dei veri e propri simboli delle stazioni (e non solo di quella stazione) e sono, appunto, made in Solari Udine, l’azienda specializzata in sistemi d’informazione al pubblico che negli anni ’60 ha brevettato le palette. In pochi anni questo sistema è entrato nelle stazioni e negli aeroporti di tutto il mondo diventando una vera e propria icona del viaggio grazie al suono unico e all’inconfondibile modo del suo scorrere.

Ma si sa, la tecnologia corre e con essa l’innovazione Solari. Anche se l’azienda resta fedele alla propria storia e all’autenticità del proprio segno distintivo, negli ultimi anni è riuscita a ricreare tabelloni digitali che riproducono fedelmente sia il rumore sia la perfetta visualizzazione delle palette che ruotano al momento dell’aggiornamento. Uno dei tabelloni analogici della Penn Station di New York, infatti, è già stato sostituito con uno digitale.

Ora, però, i “board” (tabelloni) Solari stanno diventando un caso nazionale negli Stati Uniti, tanto che ne hanno scritto i più importanti quotidiani e testate nazionali come Wired, Smithsonian, The Washington Time e la Cbs, uno dei più grandi network televisivi statunitensi, gli ha dedicato dei servizi. Un giornalista scrive appunto a proposito dei display Solari: «Sounds can take us back in time, into a kind of memory time travel» (I suoni possono portarci indietro nel tempo, in una sorta di viaggio della memoria).

«È proprio questa la grande forza di Solari Udine – commenta il presidente Massimo Paniccia – aver inventato una tecnologia e un design inconfondibili che a distanza di 50 anni riescono ancora ad evocare emozione e memoria nelle persone in ogni parte del mondo. Credo sia il miglior riconoscimento che un’azienda possa ricevere. Questo è anche il motivo per cui Solari ha rimesso in produzione i propri orologi storici (Cifra 3 e Dator 60) funzionanti col sistema a palette: possano entrare nelle case di ognuno regalando quella emozione».

Ancora oggi, Cifra 3, l’orologio a palette disegnato da Gino Valle e riconosciuto in tutto il mondo come icona del design del ’900, fa parte della collezione permanente del Moma (Museum of modern art) di New York, del Design museum di Londra ed è costruito a Udine interamente a mano.

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