Concorsone scuola, orali a porte chiuse: accolti due ricorsi

Udine, il Tar dà ragione a due aspiranti insegnanti: serve trasparenza. Adesso potranno ritentare il colloquio, come molti altri colleghi

UDINE. Prova orale a porte chiuse? E il concorso della scuola traballa. Perché la legge impone trasparenza e su questa base il Tar ha accolto due ricorsi di altrettanti aspiranti insegnanti di italiano alle scuole medie e superiori che, dopo la bocciatura, ora potranno ritentare il colloquio.

E come loro centinaia di altri “prof”. Il perché è presto detto: si è creato un precedente. Per di più in una fase in cui i 123 vincitori delle classi A012 e A022 (Discipline letteraria negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di primo grado) sono già entrati in servizio.

Precedente che coinvolge tutti gli aspiranti prof bocciati dopo l’orale. Le domande arrivate all’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia per partecipare al concorso bandito a febbraio nell’ambito della Buona scuola, erano 2 mila 872 per mille 315 posti in ogni ordine e grado.

Posti che alla fine dei colloqui non saranno interamente coperti. Questo significa che, mediamente, la percentuale di bocciature supera il 54 per cento. A terminare in tempo utile per le ammissioni in ruolo per l’anno scolastico 2016/2017 erano state, a settembre, soltanto le prove delle scuole medie e superiori.

La primaria sta ancora attendendo la fine degli orali, al via in questi giorni e destinati a protrarsi fino alla fine di maggio. Proprio fra i candidati delle scuole medie e superiori ci sono i due ricorrenti cui il Tar ha dato ragione.

«È fondata la censura relativa allo svolgimento della prova orale a porte chiuse, poiché non è stato consentito l’accesso al pubblico - scrivono i magistrati Umberto Zuballi, Manuela Sinigoi e Alessandra Tagliasacchi nella sentenza depositata la scorsa settimana -.

E lo svolgimento della prova orale a porte chiuse contrasta con i principi che riguardano la pubblica amministrazione in genere e lo svolgimento delle prove orali dei concorsi in particolare, le quali, salvo che non sia stabilito altrimenti, devono essere accessibili al pubblico».

Proverbiale, ormai, la severità delle commissioni d’esame in queste occasioni. Dopo il concorso dei dirigenti scolastici del 2011 che aveva promosso meno personale di quanto fosse necessario, non sono mancate le lamentele neppure sugli esaminatori del 2016.

Anche se non si conoscono esattamente le percentuali delle ammissioni per le secondarie di primo e secondo grado (tutti sindacati lamentano «una scarsa comunicazione da parte dell’Usr»), si sa come sta andando alla scuola primaria con il 74 per cento dei candidati respinti.

Al concorso si sono iscritti mille e 34 aspiranti maestri, il numero più alto dei docenti in corsa per una cattedra in regione. Allo scritto erano già 825. Ma all’orale sono arrivati in 321, meno del 40 per cento. E soprattutto ancora una volta meno dei posti a concorso, 482.

Numeri ancora più bassi per la classe di concorso A028 Matematica e Scienze (medie inferiori di primo grado): 113 iscritti, 110 presenti allo scritto, 29 ammessi all’orale (il 26 per cento). A fronte di 99 caselle da riempire.

Era stato il segretario regionale dell’Flc Cgil, Adriano Zonta, ad avvertire già a settembre che i mille 315 posti da assegnare in Friuli Venezia Giulia non sarebbero stati interamente coperti, giacché in otto classi di insegnamento non sono state bandite prove in regione, per un totale di 158 posti senza alcun candidato in corsa, e in tre i docenti iscritti sono inferiori al numero delle immissioni in ruolo previste, per altri 17 posti scoperti in partenza.

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