L’arte fa rivivere Sottomonte Il vicolo diventa una galleria

Domani l’inaugurazione delle installazioni realizzate dai collettivi CasAltrove e Dmav I progetti in mostra nello spazio Make in via Manin. Pirone: «Diventerà il parco della luce»

L’arte fa rivivere vicolo Sottomonte. Nella strada dove gli opposti vanno a braccetto, già da qualche giorno sono comparse due scritte luminose: «Segreto» dall’ingresso di piazzetta Marconi e «Visibile» dalla salita del castello. Quelle scritte affascinanti soprattutto nelle ore serali, anticipano l’allestimento che fino all’Epifania, cambierà il volto al vicolo. Domani, gli artisti dei collettivi Dalla maschera al volto (Dmav) e “CasAltrove”, esporranno le installazioni e trasformeranno il vicolo in una galleria a cielo aperto. Alle 18.30, nello spazio espositivo Make di via Manin, sarà inaugurata la mostra dei progetti, un’ora più tardi, alle 19,30, la rassegna in vicolo Sottomonte. C’è da giurarci: vedremo quella strada come non l’abbiamo mai vista.

Si chiude così la terza fase del progetto di social art e rigenerazione urbana. Si chiude la sperimentazione perché l’idea dell’assessore alla Cultura, Federico Pirone, al fianco degli artisti come pure l’università, resta quella «di trasformare vicolo Sottomonte in una sorta di parco della luce». Non va dimenticato, infatti, che il vicolo parallelo a via Mercatovecchio, è stato il primo in città a essere illuminato con la luce elettrica. «Non a caso pensiamo di trasformarlo in via della luce, in un luogo pubblico dedicato al tema della luce», insiste Pirone pensando a Malignani, l’inventore della lampadina elettrica. La famiglia dell’inventore è ancora molto presente in vicolo Sottomonte e quando si parla di possibili privati disposti a investire in quel luogo il pensiero va proprio ai Malignani. «È stata un’esperienza positiva - insiste Pirone -, uno stimolo per innovare l’idea resta quella di coinvolgere più operatori per dare un nuovo volto al vicolo».

Le parole luminose che già da qualche giorno «segnano il perimetro», spiega il coordinatore del collettivo “Dalla maschera al volto” (Dmav), Alessandro Rinaldi, riportano l’iniziativa all’interno dell’arte sociale. O meglio «di arte pubblica capace di riattivare gli investimenti». Rinaldi ha registrato in prima persona l’interesse dimostrato dai turisti per il vicolo, mentre - sostiene - gli udinesi lo percorrono a testa bassa. «Il vicolo ha potenzialità che la città non coglie», insiste Rinaldi, mentre il promotore di CasAltrove, Alfonso Firmani, ribadisce che il progetto vuole «creare un qualche cosa che possa portare alla rigenerazione del luogo».

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