Ecco come difendersi e combattere il bullismo in classe

Corso di formazione per ragazzi per contrastare il fenomeno: «Necessario il dialogo per sensibilizzare gli studenti»

UDINE. Un protocollo per “difendersi” e combattere i fenomeni di bullismo e cyberbullismo, dove gli stessi giovani sono protagonisti di un percorso di formazione a fianco di istituzioni e forze dell’ordine.

Lo scorso giugno è stato sottoscritto il documento “Coordinamento di attività per la prevenzione e il contrasto del fenomeno di bullismo e cyberbullismo” da Garante regionale per i diritti alla persona, Commissione regionale per le pari opportunità, Corecom, Ufficio scolastico regionale e dalla polizia postale e delle comunicazioni del Fvg che, all’auditorium Comelli della Regione in via Sabbadini, è stato presentato alle consulte provinciali degli studenti, affinché gli stessi ragazzi si facciano promotori di attività per contrastare i fenomeni con i propri compagni.

«Il problema c’è, episodi di bullismo accadono e li viviamo sulla nostra pelle e anche se nelle classi in cui si verificano e con la famiglia se ne parla, non è sufficiente – ha osservato Aurora Padrini, del coordinamento regionale consulte provinciali degli studenti, che ha organizzato l’incontro con i ragazzi –. Questo è il primo incontro di formazione con le consulte e il nostro compito è prendere spunti dalle istituzioni per poi tradurli nelle scuole, avviando dialogo e azioni concrete per affrontare questo tema».

Un momento formativo che ha visto riunire diverse scuole, affinché gli studenti, come spiegato dal moderatore dell’incontro Emanuele Bertone referente regionale consulte studentesche e giovanili, «acquisiscano delle informazioni da riportare poi ai compagni, favorendo lo scambio di vedute e conoscenze tra loro».

La fase rivolta ai ragazzi è lo step successivo al percorso di formazione che, sempre nell’ambito del protocollo, ha coinvolto docenti e operatori per fornire gli strumenti necessari alla prevenzione del fenomeno.

«Questi momenti, che hanno visto il coinvolgimento della polizia postale – ha indicato la presidente del Collegio del Garante regionale dei diritti delle persone, Fabia Mellina Bares –, vogliono sensibilizzare i ragazzi e far acquisire loro le principali conoscenze sui temi del bullismo e cyberbullismo, per offrire gli accorgimenti utili a fronteggiare i possibili rischi dovuti a un non corretto uso di Internet».

Parla di un percorso concreto da avviare in sinergia, la dirigente del compartimento di polizia postale del Fvg Alessandra Belardi, «soprattutto in collaborazione con le scuole. Ciascuno nel proprio ambito può fare la propria parte e favorire l’uso consapevole del web, per evitare problemi. È necessario – ha aggiunto – dare confini trasparenti ai ragazzi, con regole chiare e senza imbrigliarli, promuovendo attività che li coinvolgano».

La prima parte della mattinata è stata occasione per consegnare gli attestati alle scuole che hanno partecipato al progetto Miur Unicef Scuola Amica, tra gli enti che lavorano negli istituti e si impegnano su questo tema. «Il nostro obiettivo – ha concluso la presidente regionale Unicef Marisa Verardo –, è quello di promuovere una scuola partecipata, che si fonda sull’ascolto e sull’inclusione, sulla partecipazione attiva e la proposta di percorsi per migliorare la qualità delle relazioni».

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