L’Orsone di Joe Bastianich abdica allo chic e vira sul casual

Dal 25 gennaio il nuovo look del locale cividalese: da due settori di rango a una realtà unica

CIVIDALE. Il masterchef Joe Bastianich ci ha ripensato e vira sul casual. La sua creatura cividalese dalla doppia anima, l’ Orsone - ristorante di lusso e contigua taverna, spazio più easy votato, in primis, agli hamburger all’americana - abdica dai toni chic e si reinventa.

A una manciata di mesi dal terzo compleanno, festeggiato in agosto, il locale fra i colli di Spessa si prepara dunque a voltare pagina, verosimilmente per intercettare un’utenza più ampia rispetto a quella (già, peraltro, soddisfacente) richiamata finora, ufficialmente - così, infatti, motivano dall’ Orsone - per rispecchiare quella spinta al cambiamento, all’evoluzione, che sta nel dna della famiglia Bastianich. In cosa, concretamente, consisterà la svolta non è ancora dato sapere.

Joe Bastianich: il mio rapporto con il Friuli

Quel che si può dire con certezza, in compenso, è che Orsone (primo locale in Italia della dynasty di ristoratori) non chiuderà, come profilato dal tamtam diffusosi nelle ultime ore. Una chiusura, per meglio dire, ci sarà sì, ma funzionale alla trasformazione di cui sopra: all’attuale sezione sciccosa si sostituirà, come detto, qualcosa d’altro, probabilmente all’insegna dell’internazionalità, a marcare la vocazione di un nucleo familiar-imprenditoriale «che - evidenziano sempre dal pubblico esercizio - ha girato il mondo ma che, nel contempo, ha solide radici territoriali».

L’apertura di Orsone nelle campagne alle porte di Cividale, nell’estate 2013, ne era stata testimonianza: originari di Pola, i Bastianich cullavano da tempo l’idea di un simbolico ritorno in patria o nei pressi, con la creazione di un ristorante che portasse il loro nome.

La scelta era ricaduta sul Friuli. Per ragioni di prossimità geografica all’effettiva terra natia Trieste sarebbe stata la location più calzante, ma il restaurant man Joe non voleva soluzioni scontate. Ecco così il dirottamento verso i Colli Orientali e l’elezione delle colline di Spessa come sede designata. «È stato un atto d’amore - scrive il masterchef nel suo libro Giuseppino.

Da New York all’Italia - per la mia famiglia. Uno slancio verso il futuro: volevo che i miei figli potessero avere qualcosa in Italia, così che finissero, nel tempo, per chiamare casa anche quell'edificio e Cividale. Insomma: ho adottato il Friuli e ho cercato di renderlo il mio posto». Fermo restando ciò, adesso si cambia.

Alla riapertura dell’ Orsone dopo le ferie, già scattate per il ristorante e prossime (dall’8 gennaio) per la taverna, la clientela incontrerà una proposta gastronomica rivisitata: il 25 gennaio sarà la data di start della seconda stagione del locale, che manterrà peraltro lo stesso numero di posti e il servizio di bed and breakfast. Da due settori di rango diverso si passerà a una realtà unica.

I dettagli arriveranno, la proprietà si ripromette di divulgarli prossimamente (con qualche giorno di anticipo sul riavvio dell'attività, a ovvi fini promozionali), ma la filosofia è quella sopra citata: «Indole più casual - ribadiscono dall’esercizio - e più internazionale. I nostri avventori - chiosano - troveranno un Orsone diverso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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