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Produttività in Consiglio regionale: Azzurri e M5s iperattivi, Pd allineato alla giunta

Dall’inizio della legislatura Riccardi leader nel numero di mozioni depositate. In una maggioranza con pochi distinguo, spiccano i dem Travanut e Moretti

3 minuti di lettura

UDINE. Forza Italia e M5s, a quasi quattro anni dall’inizio della legislatura e con (almeno teoricamente) più o meno 15 mesi ancora a disposizione, sono attualmente i gruppi più attivi in Consiglio regionale stando al numero di mozioni, interpellanze, interrogazioni, ordini del giorno e proposte di legge presentate in Aula dal 2013 a oggi.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Dai tartufi alla falconeria: in Aula si discute di tutto]]

Numeri e cifre che – al pari di quando si prendono in considerazione i dati della produttività relativa ai parlamentari – non equivalgono, automaticamente, alla bontà o meno dell’attività legislativa, così come al reale impatto in Aula dei provvedimenti, ma che permettono comunque di farsi un’idea dello stato dell’arte a piazza Oberdan.

All’interno, poi, di un quadro regionale che, in questi quasi quattro anni, ha visto pendere l’ago dell’attività politica della maggioranza molto più sull’esecutivo che sul legislativo, diventa logico capire come i partiti che sostengono la giunta – Pd, Cittadini e i reduci di Sel – siano meno attivi e più allineati alle decisioni prese da presidente e assessori rispetto alle opposizioni.

Non avendo i numeri per incidere – in solitaria – sull’attività di governo, inoltre, chi non siede tra i banchi del centrosinistra può utilizzare quasi esclusivamente “armi” come mozioni o interrogazioni per provare a pungolare la maggioranza e cercare di coglierla in fallo. Nulla di strano, dunque, se la bilancia della produttività pende decisamente verso l’opposizione, ma certamente, anche in questo contesto, si possono trovare differenze e sfaccettature varie. Ai vertici della lotta politica si posiziona – almeno quantitativamente – Forza Italia.

Tra gli azzurri, infatti, troviamo il “re delle mozioni” in Aula, cioè il capogruppo Riccardo Riccardi che sino a questo momento ne ha depositate più di tutti i consiglieri eletti – ben 88 –, oltre a quello che potremmo definire come la versione locale di Roberto Calderoli: Rodolfo Ziberna. Se, infatti, il senatore leghista è diventato, all’epoca della discussione sulla riforma costituzionale, a dir poco famoso per i suoi 82 milioni di emendamenti preparati – e poi cassati – per bloccare il ddl Boschi, il consigliere goriziano, probabilmente, non avrà a disposizione un algoritmo personalizzato, ma certamente fa lavorare parecchio i suoi uffici.

Dal maggio 2013 in poi ha prodotto la bellezza di 378 interrogazioni – più del doppio della “seconda classificata” in materia, la leghista Barbara Zilli a quota 150 – e 48 interpellanze: abbondantemente davanti alla “medaglia d’argento” nel campo e cioè il forzista Roberto Novelli (21).

Restando nel campo del centrodestra, va sottolineata la performance del capogruppo alfaniano Alessandro Colautti che ha presentato 138 ordini del giorno correlati a progetti di legge, 75 mozioni e 14 interpellenza, così come, tra le fila di Autonomia responsabile, quelle di Roberto Revelant e Giovanni Barillari, appena transitato nella civica di Renzo Tondo abbandonando il Misto.

L’ex vicesindaco di Gemona, in particolare, alla sua prima esperienza in Consiglio regionale ha apposto la propria firma su 114 ordini del giorno, 53 interrogazioni e 52 mozioni, mentre il medico udinese lo supera addirittura nel primo caso – siamo a quota 132 –, ma si ferma, nel secondo, al tetto delle 46 .

Passando ai grillini, la media è elevata per tutti e cinque gli eletti – che spesso si muovono all’unisono nella presentazione delle documentazioni in Aula –, con la capogruppo Elena Bianchi molto attiva sul fronte degli ordini del giorno (128) e delle mozioni (53), mentre il collega di partito Cristan Sergo sceglie soprattutto le interrogazioni – 83 in più di tre anni e mezzo di lavoro – per chiedere risposte alla giunta regionale, al pari di un altro grillino: Andrea Ussai (78). Il focus sul gruppo Misto, quindi, dice che lavora parecchio Giulio Lauri.

L’ex capogruppo di Sel, come noto, è parte integrante della maggioranza che governa la Regione, manifestando spesso posizioni molto più in linea con il Pd che con il suo ex partito, ma questo non gli ha impedito di presentare un ammontare di 122 ordini del giorno e 36 mozioni e di essere superato nel gruppo, nel secondo caso, soltanto da Claudio Violino (46), che però sta all’opposizione.

E se tra la civica dei Cittadini il più “scatenato” risulta essere Emiliano Edera con 119 ordini del giorno, 30 mozioni e ben 6 interpellanze, nel Pd la situazione è più complessa. Diego Moretti – capogruppo dal momento in cui Cristiano Shaurli è diventato assessore alle Risorse Agricole e Forestali – è l’uomo che catalizza ampie fette di attività dem presentando in Aula la sintesi delle diverse posizioni e trattando spesso pure con le opposizioni, tanto è vero che sino a questo momento ha depositato 38 mozioni, 97 ordini del giorno e 13 progetti di legge.

In uno scenario, quello del Pd, in cui le interrogazioni vengono utilizzate con molta parsimonia – proprio per l’asse stretto con la giunta –, infine, non è un caso che questo strumento sia stato usato soprattutto dai tre consiglieri meno allineati con l’esecutivo. Parliamo, in questo caso, del filosofo Mauro Travanut, in assoluto il “primo della classe” dem con le sue 69 interrogazioni cui si sommano 71 ordini del giorno e due interpellanze, Enzo Marsilio (23) e uno dei due rappresentanti della minoranza slovena del gruppo: Igor Gabrovec (21).

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