Giovani scoraggiati nella ricerca di lavoro, debutta il bonus

La giunta investe 2 milioni nella nuova misura al via a marzo. Panariti: è dedicata alla crescita dei ragazzi dai 15 ai 29 anni

UDINE. AttivaGiovani debutta a marzo. È la misura dedicata ai Neet (Not engaged in education, employment or training), cioè i ragazzi fra 15 e 29 anni non impegnati nell’istruzione, nell’occupazione o nella formazione, per cui la Regione ha messo a punto un tesoretto da 2 milioni di euro (uno di risorse regionali e uno dal Fondo sociale europeo).

L’obiettivo è accendere i fari «su ragazze e ragazzi che da più tempo non lavorano e magari metterli in relazione con la propria comunità, con attività che possono essere utili a tutti», spiega l’assessore al Lavoro Loredana Panariti. Per farlo la Regione conta in una stretta collaborazione con il Terzo settore.

«Il fondo è pronto, adesso manca il regolamento che ci permetterà di utilizzarlo – sono ancora le parole dell'assessore –. Per metterlo a punto voglio sentire anche la Consulta regionale dei giovani e tutte le rappresentanze presenti sul territorio. Ci confronteremo per usare al meglio queste risorse e fornire a chi momentaneamente è privo di occupazione un modo per avere una piccola entrata».

L’incidenza dei Neet, stando ai dati Istat riferiti al 2015, grava per il 18,5 per cento della popolazione dei ragazzi del Friuli Venezia Giulia, valore inferiore alla media nazionale al 25,7, ma che tratteggia comunque una società in cui un giovane su cinque fra 15 e 29 anni fa parte suo malgrado della tristemente detta “generazione da divano”.

Guardando allo storico, l’incidenza è in crescita per quasi tutte le fasce di età, ma unicamente per la popolazione femminile. Se si allarga la forbice fino a comprendere i 34enni, allora il valore complessivo passa al 19,3 per cento, con un incremento di 2,4 punti per le donne che salgono dal 23,6 al 25,9 per cento, mentre gli uomini scendono dal 14,3 al 12,8.

Proprio su questa fascia della popolazione incide AttivaGiovani. Per «coinvolgere i giovani in un’esperienza di cittadinanza attiva che possa essere occasione di crescita per chi la compie e utile alla comunità di cui fa parte», spiega Panariti. La norma – per cui deve essere predisposto il regolamento – prevede che un anno possa essere dedicato alla formazione e alla crescita individuale per favorire l’acquisizione di competenze trasversali che potranno facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.

Durante questo periodo il giovane riceverà una somma di denaro, anche a distinguere questo impegno dal volontariato puro.

«Si tratta dunque di un’iniziativa concreta volta non solo a favore dei giovani, ma anche intesa a costruire buone relazioni tra cittadini e maturare una visione del territorio, dei suoi bisogni e delle opportunità che può offrire – precisa Panariti –. È un’esperienza concreta in cui giovani, organizzazioni sociali e istituzioni collaborano in modo proficuo e operano insieme».

Insomma, una misura «dedicata a chi attualmente si trova ai margini – riassume l’assessore –. Persone che intendiamo mettere in rapporto con il Terzo settore così da avere il doppio benefit di uno strumento utile ai ragazzi e alla comunità.

Sulla formazione siamo già attivi con altri progetti che danno ottimi risultati, come GaranziaGiovani che è al 32 per cento di feedback positivi e Pipol, il Piano integrato di politiche per l’occupazione e per il lavoro. Un’iniziativa di integrazione delle politiche del lavoro, che si inserisce nel periodo di transizione tra le programmazioni comunitarie e che riveste proprio per questo un carattere di sperimentazione. Misure che hanno successo, ma abbiamo riscontrato persone difficili da raggiungere e AttivaGiovani è dedicato a loro».

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