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Sgarbi “scopre” l’arte di Venzone: esempio da copiare

Il critico promuove la ricostruzione pietra su pietra. Ha apprezzato il restauro delle statue del duomo

2 minuti di lettura

VENZONE. «Terremotato anch’io, con l’orgoglio di Venzone». Firmato Vittorio Sgarbi 15 gennaio 2017. Il critico d’arte, domenica pomeriggio, ha visitato la cittadella medievale ricostruita pietra su pietra dopo il terremoto del 1976, seguendo il concetto di anastilosi.

Ha voluto sapere tutto anche sulla muffa parassita responsabile della mummificazione degli antichi resti dei venzonesi, recuperati sotto le macerie. Incantato di fronte agli affreschi del duomo, dove ha immediatamente riconosciuto la scuola di Vitale da Bologna, e alle statue trecentesche appena recuperate, il professore, volto noto della Tv, si è impegnato a portare l’esempio di Venzone a Norcia.

Nei prossimi giorni andrà nella città di San Benedetto assieme al sindaco, Fabio Di Bernardo.

In Regione con il suo “Caravaggio”, Sgarbi si è preso una pausa prima dello spettacolo andato in scena, ieri sera, al “Bobbio” a Trieste. L’ha fatto per andare alla scoperta di Venzone. A sollecitare la sua curiosità parlandogli delle statue trecentesche esposte da poco all’interno della cattedrale, è stato il blogger Gianfranco Leonarduzzi.

 

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Erano da poco passate le 17 quando Sgarbi, mantella nera e torcia alla mano, è arrivato nella piazza di Venzone. Vederlo passeggiare nelle viuzze strette “illuminate” dalla neve, sembrava di vedere un uomo d’altri tempi. Tappa obbligata, per una cioccolata calda, al caffè “Alla vecchia concordia” e poi via verso il duomo. «Sono amico di Zamberletti e nel 1976 venni in Friuli a vedere la distruzione.

Tornai qualche anno dopo anche a Venzone», ha detto entrando nel duomo dove è rimasto positivamente colpito dall’attenzione usata nella ricostruzione pietra su pietra. E anche dai cartelli che indicano le vie seguendo le forme antiche.

Accompagnato dal fabbriciere, Aldo Di Bernardo, il professore ha osservato con attenzione i segni che separano gli spezzoni dei muri rimasti in piedi dopo il terremoto da quelli ricostruiti. Ha promosso i «bei restauri di Federico Velluti», ha osservato con cura l’Adamo ed Eva, i Santi, l’Annunciazione e soprattutto il crocefisso: «Guarda che belle sculture», ha aggiunto rivolgendosi a un collaboratore.

Lo studioso non si è sottratto dal fare una lezione di storia dell’arte. «Guardate come si muovono i cantori, guardate le loro vesti, sono divertenti». Sgarbi non ha dubbi: «L’esempio di Venzone va ripetuto nell’Italia centrale per ricostruire gli antichi edifici».

Compresa la basilica di Norcia. E osservando gli arredi, la copertura lignea del duomo, il critico d’arte ha proseguito la sua lezione soffermandosi sul paesaggio, quel paesaggio che nel post terremoto può essere ricostruito eliminando le brutture sorte negli anni Sessanta.

La visita è proseguita nella cappella di San Michele dove sono conservate le mummie. Qui Sgarbi ha voluto sapere tutto su quei resti, gobbo compreso, rinvenuti nel 1647. Illuminandoli con la torcia, ha seguito ogni piega prima di rientrare nel duomo per un secondo giro.

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Incuriosito anche dalla simulazione del terremoto, Sgarbi ha visitato pure il museo Tieremotus. Rimasto davvero senza parole di fronte alle immagini della distruzione, il critico d’arte si è soffermato sul volto di Paolo, il figlio del farmacista di Osoppo, salvato dopo 21 ore.

«Ha ancora il volto segnato?», ha chiesto tirando un sospiro di sollievo quando gli è stato detto che quel ragazzo, fisicamente, non porta alcun segno del terremoto. Sgarbi ha letto con interesse le cronache di Loris Fortuna e la frase di Pierpaolo Pasolini “A vegnarà ben il dì che il Friul al si inecuarzarà di vei na storia, un passat, na tradision!».

Prima di farlo, però, aveva già concordato sul fatto che se Venzone è stata ricostruita pietra su pietra, il merito va a tutti coloro che si sono battuti per conservare le tracce del passato. La sua firma sul registro delle presenze del museo è un motivo di vanto per i venzonesi e per il Friuli.

«È stata una visita molto positiva», hanno commentato il sindaco, il suo vice Mauro Valent, e l’assessore Franco D’Angelo. «Nei prossimi giorni, Sgarbi andrà a Norcia e, in quel luogo - assicura il primo cittadino -, porterà l’esempio della ricostruzione di Venzone. Mi ha chiesto se posso accompagnarlo».

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