Hypo Bank, stop dal tribunale a oltre 20 ex clienti

Il collegio non li ha ammessi alla costituzione di parte civile

UDINE. Niente da fare per la ventina e più di ex clienti di “Hypo Alpe Adria Bank” che, pur non comparendo tra le parti offese dell’inchiesta sui leasing dopati, avevano tentato di costituirsi parte civile nel processo in corso davanti al tribunale collegiale di Udine nei confronti dei suoi ex vertici.

Accogliendo le riserve sollevate dalle difese e, in particolare, dall’avvocato Virio Nuzzolese, i giudici (presidente Di Silvestre, a latere Carboni e Persico) sono usciti da oltre tre ore di camera di consiglio con un’ordinanza che ne ha escluso l’ammissione. Nella sua memoria, l’avvocato Nuzzolese, che nel procedimento assiste Andrea Micalich, aveva insistito sul difetto di legittimazione, rilevando come, sebbene avessero sottoscritto a loro volta contratti con l’istituto di credito di Tavagnacco, non avessero alcun titolo a partecipare al giudizio.

Ammessi tutti gli altri, compresi la stessa Hypo Bank - che si è costituita soltanto nei confronti di Carlo Bellogi, Daniele Metus, Paolo Pellicciotti e Nadia La Neve - e la Banda d’Italia per la sola ipotesi di reato dell’ostacolo alla vigilanza. Nel corso dell’udienza, il collegio ha inoltre dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di Sandro Ballerino, per morte del reo.

Quanto all’imputato principale, l’ex direttore generale Lorenzo Di Tommaso, assistito dallo studio Ghedini, di Padova, sono state reiterate sia la richiesta di patteggiamento, per la quale la Procura non ha comunque prestato consenso, sia quella di messa alla prova, che il tribunale ha respinto. Il processo è stato rinviato al 14 marzo, quando si ripartirà dalle questioni preliminari e dall’eccezione sull’utilizzabilità degli atti. (l.d.f.)

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