Vigilante rubava gli incassi: risarcisce e patteggia 16 mesi

Udine, era stato incastrato dalle telecamere dopo la denuncia del personale di Aspiag. Sette i colpi contestati dal pm, con l’accusa di peculato, per un totale di 12.330 euro

UDINE. Ha ammesso le sue colpe, si è detto pentito, ha spiegato di averlo fatto per le gravi difficoltà economiche e familiari che stava attraversando e, infine, ha risarcito integralmente il danno, rinunciando anche al Tfr che l’azienda gli avrebbe liquidato dopo il licenziamento.

E così, pur se a fronte di un’accusa pesante come quella del peculato, ha ottenuto di patteggiare la pena a 1 anno e 4 mesi di reclusione, sospesa con la condizionale.

Si è chiusa così la vicenda processuale della guardia giurata di 48 anni, residente ad Aviano e, all’epoca, dipendente della filiale Mondialpol di Pasian di Prato, fermata lo scorso aprile in flagranza di reato, mentre compiva il suo ennesimo colpo in un punto vendita Despar di Remanzacco.

Il settimo, da quando il personale di Aspiag service (la concessionaria del marchio Despar nel Nord-Est) si era accorto degli ammanchi.

Il lavoro di squadra che ne era seguito con la stessa Mondialpol e la magistratura friulana aveva permesso di monitorarne i movimenti, anche con l’aiuto della videosorveglianza, e di porre fine alla sequela di furti. Per una somma totale di 12.330 euro sottratta in nove mesi, tra Bagnaria Arsa, Latisana e, appunto, Remanzacco.

La pronta disponibilità a collaborare dimostrata dall’agente alle forze dell’ordine aveva evitato che il pm Claudia Finocchiaro, titolare del fascicolo, avanzasse richieste di misura cautelare nei suoi confronti.

Poi, nell’interrogatorio, con l’assistenza legale dell’avvocato Maria Elena Giunchi, il vigilante aveva ricostruito i singoli episodi che gli erano stati contestati e ammesso l’errore, chiedendo scusa e dicendosi pronto a restituire il maltolto.

Identica la tecnica adoperata per impossessarsi degli incassi. Entrato nei caveau, la guardia giurata faceva risalire fino al manicotto della posta pneumatica uno dei bossoli contenente il denaro raccolto dalle varie casse e, sfilate le sacche - i cosiddetti marsupi -, se lo portava via.

Risalire a lui non era stato difficile. Dopo avere rilevato irregolarità periodiche nei conteggi, gli addetti alla contabilità di Aspiag avevano sporto denuncia e a quel punto anche Mondialpol aveva fatto partire un’indagine interna che, in breve, aveva evidenziato la coincidenza tra gli episodi segnalati e la presenza in servizio del 48enne di Aviano.

A chiudere il cerchio del procedimento, alcune settimane fa, è stato il gip del tribunale di Udine, Francesco Florit, ritenendo congrua la pena concordata tra le parti ed esatta la qualificazione giuridica dei fatti, inclusa la prevalenza delle attenuanti generiche (per l’incensuratezza e la collaborazione dell’imputato) e di quella prevista in caso di avvenuto risarcimento del danno, sulle contestate aggravanti.

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