Bullismo, ragazzi parlatene prima che sia troppo tardi

L’appello della criminologa Angelica Giancola contro questi espisodi Incontro in redazione per analizzare tutte le forme di questo fenomeno

A presentare episodi di bullismo sempre più ricorrenti tra i ragazzi di età compresa tra i 7 e i 16 anni è stata la criminologa Angelica Giancola durante la riunione del Messaggero Veneto Scuola dello scorso lunedì. La dottoressa, laureata in giurisprudenza e con una carriera forense alle spalle oltre ai titoli di studio conseguiti in criminologia e in psicologia giuridica, è specializzata in devianza di minori e violenza contro le donne. La prima di queste due consiste nel correggere il comportamento da bullo di un minore, che se ignorato diventerà il suo modo di essere con derivata empatia pari a zero.

Il bullismo è un fenomeno che non va sottovalutato, in particolare bisogna prestare attenzione ai piccoli campanelli d'allarme spiega la dottoressa, in quanto sia il bullo sia la vittima possono essere salvati e riportati in un ambiente sicuro.

Se ciò non avviene il rischio è di lasciare relativamente spazio ad un potenziale soggetto con varie condanne penali e ad un altro soggetto che soffrirà di gravi disturbi psicologici come depressione o anoressia con conseguente tentazione al suicidio, piuttosto che soggetti che riproporrano le violenze a loro stessi inflitte.

Bisogna ricordare che il bullo esiste fino a quando esistono i suoi gregari, ovvero coloro che lo supportano e che portano avanti quell'effetto diluizione, termine tecnico che indica l'agire in gruppo, al fine di non provare un pesante senso di colpa, bensì maggiore sicurezza perchè ad agire non è il singolo ma il gruppo.

È proprio nell'età dell'adolescenza che il ragazzo cerca disperatamente l'appoggio di qualcuno e quindi un gruppo al quale appartenere. Segue che, se si va a delinare una figura centrale identificata come bullo, si andranno a creare delle regole di appartenenza alle quali i membri del gruppo saranno sempre molto fedeli per paura di essere isolati o ancora peggio diventare vittima, a costo di tacere sulla morte di qualcuno.

È questo l'estremo a cui il bullismo può arrivare, sono queste le verità agghiaccianti che spesso si evolvono a causa di una foto finita sul cellulare di tutti o un messaggio mandato per scherzo.

Il bullismo non è uno scherzo, è un reato! Il suo fine ultimo è fare del male. Un vero amico non ti farebbe mai del male, non ti chiederebbe di ferire qualcuno, nè ti spingerebbe a compiere atti che possono danneggiarlo fisicamente o psicologicamente. Avviene che nel momento in cui si verifica un fatto grave i soggetti coinvolti, pervasi dal senso di colpa confessano, ma purtroppo è spesso tardi quando questi ragazzini decidono di parlare. Le stesse vittime di bullismo, terrorizzate dalle possibili conseguenze tacciono. Ma la verità è che non si è mai soli, si è soli se non si parla.

Un elemento che aggrava i casi di bullismo è internet. La “realtà” virtuale infatti sfocia nel cyber bullismo (si parla in questo campo di fenomeni come pedofilia o sexting), caratteristico delle femmine che prediligono un approccio psicologico, che ha prodotto effetti devastanti. Il messaggio della dottoressa: «Metteteci la faccia», ovvero parlate e fatelo prima che sia troppo tardi.

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