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Foibe, al via la cerimonia per il giorno del ricordo in Fvg e in tutta Italia

A Roma, a Montecitorio, il messaggio del presidente Sergio Mattarella: "Le foibe sono l'espressione dell'orrore del '900". Cerimonia a Basovizza dove sono presenti la presidente Debora Serracchiani e la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni

2 minuti di lettura

ROMA. Al via nell'Aula della Camera la cerimonia del Giorno del Ricordo. Nell'Emiciclo ci sono i ministri Alfano, Finocchiaro e Lorenzin e rappresentanti dell'esodo Giuliano-Dalmata: a questi ultimi la presidente Laura Boldrini ha manifestato «gratitudine».

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«Il vostro ricordo è il nostro ricordo. Il vostro dolore è il nostro dolore. Avete sempre lanciato un messaggio di pace soffrendo la violenza e l'esodo», ha detto la Presidente. segue la cerimonia anche il presidente del Senato Pietro Grasso. Il ministero dell'Istruzione è rappresentato dal sottosegretario Gabriele Toccafondi.

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Il ricordo del presidente dello Stato.  «L'Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione». Lo dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio per il Giorno del Ricordo letto nell'Aula di Montecitorio.

«Un impegno che, a 70 anni dal Trattato di Pace che mise fine alla tragica guerra scatenata dal nazifascismo, non può venire mai meno per abbattere per sempre il fanatismo, padre della barbarie e della crudeltà che si nutrono dell'odio».

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«Le cicatrici dei feroci crimini nella Seconda Guerra Mondiale, che nel dopoguerra si tradussero anche in una strage di italiani, e che si accompagnarono alle sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare case e lavoro nella zona di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate, costituiscono parte della nostra storia. L'Italia, con la sua accoglienza, ha testimoniato con forza ai propri Concittadini, originari delle terre del 'confine orientalè - sostiene Mattarella - e vittime delle dure conseguenze del conflitto mondiale, la solidarietà e la vicinanza alla tragedia che hanno subito».

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«Ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti di quegli anni, ai loro familiari, rinnovo i sentimenti di fratellanza della Repubblica. Reiterare la memoria di quei fatti, contribuire ad una lettura storica corretta e condivisa è il contributo prezioso di tante associazioni degli esuli e delle comunità giuliano-dalmate e istriane, base di una autentica riconciliazione che allontani per sempre la sofferenza delle spaventose violenze del passato, delle criminali pulizie etniche, dei lutti indelebilmente impressi nelle nostre comunità», dice ancora il Capo dello Stato.

La cerimonia e le accuse di negazionismo a Bassovizza. Il tema del presunto negazionismo sulle ricostruzioni storiche legate all'esodo giuliano-dalmata e le vittime delle foibe è riecheggiato alla cerimonia organizzata dal Comune di Trieste al monumento nazionale Foiba di Basovizza.

Qualche isolata contestazione nei confronti delle autorità presenti, tra cui il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, e la presidente del Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani, hanno segnato il momento delle deposizioni delle corone alla foiba. Anche il vescovo di Trieste, monsignor Giampaolo Crepaldi, nella sua omelia alla messa per le vittime, ha parlato di «ideologia balzana e balorda del negazionismo», suscitando qualche applauso.

Alla cerimonia sono presenti anche i leader di Lega e Fratelli d'Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, e l'onorevole Mariastella Gelmini di Forza Italia.

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