Ovadia: "Foibe ed esodo colpa del nazifascismo". Ma divampa la polemica

Messaggio del drammaturgo alla conferenza dell’onorevole Pellegrino Forza Italia: "Stop ai contributi pubblici a chi nega l’eccidio"

UDINE. Giorno del ricordo contrassegnato dalle polemiche. Ieri si è tenuta alla Camera la conferenza stampa della parlamentare udinese di Si Serena Pellegrino, con gli storici Conti e Kersevan (quest’ultima tacciata di “negazionismo” sulle foibe), alla quale ha contribuito con un messaggio anche il drammaturgo, scrittore e compositore Moni Ovadia. In regione fuoco di sbarramento, contro l’iniziativa, di Lega, Forza Italia e Centristi. Intanto oggi, per la commemorazione ufficiale del 10 febbraio, alla foiba di Basovizza, attesi i leader di Lega Salvini e Fratelli d’Italia Meloni oltre alla deputata di Fi Gelmini.

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«Con la conferenza stampa abbiamo portato un contributo alla costruzione della storia, cui devono poter partecipare tutte le voci e le opinioni. Non è stato un incontro diretto alla polemica o allo scontro, ma invece a descrivere il contenuto del concetto “la più complessa vicenda del confine orientale” espresso nella norma istitutiva del Giorno del ricordo, e a chiarire che non c’è ancora la parola fine al percorso di conoscenza, di costruzione della memoria collettiva e della definizione di un sistema di valori condiviso.

Effettuare rigorosi studi scientifici è servizio alla collettività, per sottrarla al rischio del pensiero unico e delle strumentalizzazione: la ricostruzione del nostro passato ha bisogno dell’adeguata consapevolezza del peso valoriale del ciclo fascismo/guerra mondiale/antifascismo/resistenza partigiana nella nascita della Repubblica italiana e della sua Costituzione antifascista».

Attraverso un contributo registrato è intervenuto anche Moni Ovadia che ha proposto una sintesi di folgorante semplicità: «non riusciamo ancora a riconoscere che la responsabilità prima e soverchia dei fatti su cui riflettiamo il 10 febbraio è stata la guerra nazifascista. I cittadini italiani hanno diritto di sapere perché i loro connazionali subirono violenza tra il 1943 e il 1945 nel rispetto di una differenza definitiva tra resistenza antifascista e la guerra di sterminio, dominio e schiavizzazione voluta da nazisti e fascisti».

«Quello descritto da Ovadia - precisa Pellegrino – è il contesto degli eventi che il Giorno del ricordo si propone di commemorare, e la stessa norma di legge chiarisce che accanto alla tragedia delle foibe e dell’esodo ci sono i complessi e consequenziali fatti storici dei confini orientali che devono far parte di quella memoria senza la quale rischiamo di permettere che il peggio della nostra storia possa ripetersi.

Ho citato il filosofo Todorov, che parla dell’armadio dei brutti ricordi, quel posto buio e pauroso dove è obbligatorio guardare per tenere bene a mente gli orrori e gli errori che non si devono fare più. Quell’armadio in Italia è appena stato dischiuso. Per amore di verità non dobbiamo temere la conoscenza e rigorosi studi storici per condividere collettivamente e comporre la memoria nazionale. Non ascoltare e non discutere è il vero negazionismo».

Incandescente, come accennato, il clima politico. I consiglieri regionali di Forza Italia Riccardo Riccardi, Rodolfo Ziberna, Bruno Marini, Roberto Novelli, Mara Piccin ed Elio De Anna hanno presentato una mozione alla giunta regionale, con cui chiedono di «sospendere ogni contribuito finanziario e di qualsiasi altra natura a beneficio di soggetti pubblici e privati che, direttamente o indirettamente con qualunque mezzo o in qualunque modo, violino la legge 115/2016 che prevede il reato di negazionismo, fra cui si configura anche la negazione della tragedia delle foibe.

Come accade puntualmente alla vigilia delle celebrazioni del Giorno del Ricordo si scatena una gazzarra revisionista e giustificazionista, pianificata e concertata dai soliti circoli della sinistra anti italiana che vede in prima fila la storica Alessandra Kersevan, nota per le sue posizioni negazioniste e riduzioniste nei confronti della tragedia delle foibe, nonché coordinatrice del gruppo di lavoro Resistenza storica ed editrice delle edizioni Kappa Vu che ha ottenuto cospicui finanziamenti dalla regione e da altri enti regionali come l’Arlef.

Le arcinote tesi della Kersevan oltre a non trovare alcun riscontro scientifico presso la maggior storiografia italiana ed europea, configurano il più classico atteggiamento negazionista. Respingiamo con sdegno questa ennesima, becera speculazione politica».

La deputata forzista, nonchè coordinatrice regionale del partito di Berlusconi, Sandra Savino, parla di «schifo». «La Kappa Vu vende numerosi volumi che forniscono una versione della storia completamente distorta con il solo scopo di sminuire il dramma delle foibe e dell’esodo, adducendo teorie secondo le quali a essere uccisi sono stati solo fascisti. Mi chiedo - dice la parlamentare azzurra - se la Regione sia a conoscenza di una situazione che definire drammatica è riduttivo. La presentazione della mozione del gruppo regionale di Forza Italia potrebbe porre un freno a questa situazione inaccettabile. Altrettanto grave è il comportamento dell’onorevole Serena Pellegrino che ha invitato la Kersevan alla Camera dei Deputati».

Spara a zero anche il capogruppo alla Camera della Lega Massimiliano Fedriga. «Pseudo storici negazionisti cercano di utilizzare il 10 febbraio per finalità ideologiche che nulla hanno a che fare con la veridicità dei fatti - afferma - . E’ inaccettabile che alla Camera si sia svolta una conferenza promossa da una parlamentare a cui ha partecipato una signora che afferma che il giorno del ricordo “è la celebrazione di rastrellatori fascisti e collaborazionisti nazisti”. E’ una vergogna e un’offesa alle migliaia di persone scomparse».

«Agli esuli ancora viventi, ai loro discendenti della diaspora, alle associazioni degli istriani, fiumani e dalmati, che ne tengono vivo il ricordo, il grazie del Parlamento e dell’Italia tutta - ha detto in Aula alla Camera il deputato centrista di Udine Gian Luigi Gigli - . Occorre ricordare per rendere omaggio e testimonianza a chi ha sofferto». 

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