Gioco di parti con Menti Libere e noi diventiamo come “loro”

ISTITUTO DI BRAZZA' LIGNANO. I ragazzi della 5A dell’Istituto tecnico economico ad indirizzo turistico di Lignano Sabbiadoro, sabato 21 gennaio scorso hanno partecipato ad un incontro promosso dall’as...

ISTITUTO DI BRAZZA' LIGNANO. I ragazzi della 5A dell’Istituto tecnico economico ad indirizzo turistico di Lignano Sabbiadoro, sabato 21 gennaio scorso hanno partecipato ad un incontro promosso dall’associazione lignanese “Menti Libere” per trattare un tema attuale e ricorrente, quello dell’immigrazione.

Nata grazie alla volontà di un gruppo di ragazzi che hanno deciso di dedicare il loro tempo libero al miglioramento della comunità lignanese, l’associazione è attiva con numerosi progetti, come ad esempio la “Cleanin March”, prevista per il mese di marzo, che cerca di coinvolgere non solo i giovani del Comune di Lignano, ma anche coloro che, fuggiti da una guerra, cercano di trovare un po’ di pace e serenità e sono ospitati presso la cittadina balneare. Il progetto è volto a rimuovere detriti e rifiuti portati dal mare con il fine di sensibilizzare tutti alla cura e alla protezione del patrimonio ambientale.

Affiancati dagli operatori Davide, Tommaso e Alessandro abbhiamo simbolicamente “percorso” numerose barriere che gli immigrati sono costretti a superare per raggiungere una destinazione che la maggior parte delle volte è solo un paese di passaggio. Dopo la proiezione di alcuni video con immagini scattate da questi ragazzi che hanno intrapreso il viaggio degli immigrati al contrario (da Lignano al confine Turco-Siriano), il percorso didattico si è concluso con la realizzazione di un “gioco” svolto all’interno della classe, dove gli alunni sono stati i protagonisti. Ognuno aveva un ruolo ben specifico: chi era l’immigrato, chi il poliziotto, chi l’albergatore, chi il volontario delle organizzazioni internazionali, chi il mafioso e chi i commissari preposti al rilascio del lasciapassare.

Tutti hanno provato dentro di sé sensazioni diverse, in base al ruolo che hanno ricoperto, ma alla fine del “gioco” si è notato che le parole “immigrato”, “straniero” si erano modificate. Provare in prima persona le emozioni della paura, dell’incomprensione, dello stupore fa sì che il modo di pensare di ognuno di noi cambi. Tutti potremmo essere nella loro situazione e sarebbe opportuno invece di discriminare, aiutare le persone a integrarsi nella società, offrendo loro la possibilità di essere felici.

Dovremmo essere tutti un po’ come i bambini, che con la loro innocenza e la loro voglia di sorridere e di essere liberi, ci insegnano come affrontare al meglio queste situazioni, che da disagiate potrebbero diventare opportunità di cambiamento per tutti. La conoscenza “più da vicino” del fenomeno dell’immigrazione e la voglia di immedesimarsi nel vissuto di tante persone hanno ammonito a non restare mai indifferenti rispetto a ciò che accade attorno a noi.

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