A Branco chiude l’ultimo bar, il caffè lo faranno gli alpini

Nella frazione abbassa le serrande il locale “Al vecchio campanile.” Il gruppo dell’Ana ha deciso l’apertura domenicale della baita in via Pascoli

TAVAGNACCO. Rassegnarsi ad essere un paese dormitorio dopo la chiusura dell’ultimo bar? Non se ne parla proprio. Così il gruppo alpini di Branco ha deciso di attivarsi per dare una piacevole alternativa ai residenti della piccola frazione del Comune di Tavagnacco.

L’appuntamento è per questa mattina, attorno alle 11, nella baita in via Pascoli: chi, orfano dell’osteria di paese, vorrà passare un’oretta in compagnia potrà godersi anche il caffè preparato dagli uomini del gruppo Ana.

Condivisione e disponibilità, sono questi i valori da cui nasce l’iniziativa e che hanno spinto l’azienda Oro Caffè, con sede nella vicina Feletto Umberto, a regalare agli alpini la macchina per fare il caffè espresso.

Il bar “Al vecchio campanile” in via Roma, ultimo in vita nella frazione, ha infatti abbassato le serrande. «Purtroppo da una settimana a questa parte nella piccola frazione di Branco non abbiamo più un bar, un’osteria, un luogo di ritrovo all’uscita dalla messa per scambiare due parole, per sorseggiare un caffè o un aperitivo», commenta non senza nascondere il rammarico il capogruppo degli alpini di Branco, Massimo Faleschini.

«La situazione ci preoccupa fortemente, abbiamo paura che questo diventi un paese dormitorio e con esso ci sia la perdita dei valori e delle tradizioni che da sempre anche come alpini difendiamo e cerchiamo di tramandare».

Da qui l’idea di dare un contributo, nello spirito alpino, affinché il rischio non si concretizzi. «Per l’aperitivo apriremo eccezionalmente la nostra baita ogni domenica mattina, all’uscita della messa», continua. «Un’apertura limitata ad una ora, massimo una ora e mezza. Giusto il tempo per offrire un caffè e uno spritz, nel calore di una casa alpina».

L’iniziativa durerà fino a quando non aprirà un nuovo bar o una nuova osteria in paese. «Dopo tutto, una frazione di 650 persone non è poi così piccola e un localino accogliente e ben gestito in cui trovare un cappuccino e la brioche, un buon taglietto o la tartina, potrebbe dare sicuramente delle belle soddisfazioni a chi decide di riavviare l’impresa», conclude Faleschini.

Ma qualcosa, sul fronte delle riaperture, forse si sta muovendo. Non è ancora chiaro quali siano le tempistiche precise, ma sembra che presto verrà ristrutturato il bar che si affaccia su via San Francesco, all’altezza della rotatoria, per mano dei titolari dell’alimentari Sacher.

L’amministrazione comunale di Tavagnacco, intanto, è consapevole del complesso momento che stanno vivendo i residenti e non può che apprezzare la proposta del gruppo Ana. «Il problema delle piccole frazioni, senza luoghi di aggregazione che consentano la consolidazione di una rete sociale è serio», il pensiero del vicesindaco Moreno Lirutti. «Per cui non possiamo che ringraziare i nostri alpini che, nonostante siano già impegnati in numerose attività, hanno avuto l’idea di aprire le porte della baita e Oro Caffè per la sensibilità che ha avuto nel decidere di far parte dell’iniziativa».

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