Patrocinio dell’Università di Udine al gay pride: il caso finisce in Parlamento

La Lega Nord annuncia un’interrogazione alla Camera. Polemiche sull’adesione dell’ateneo alla manifestazione

UDINE. Continua a suscitare polemiche la decisione dell’Università di Udine di concedere il patrocinio al Fvg Pride, la rassegna dedicata ai diritti degli omosessuali. Il caso approderà in Parlamento, con la Lega Nord che ha annunciato di voler presentare un’interrogazione alla Camera.

«Sulla questione del patrocinio dell'Università di Udine al Fvg Pride, come a suo tempo per la Festa dell’Unità organizzata e promossa dal rettore Alberto De Toni nei locali dell’ateneo friulano, presenteremo un’interrogazione parlamentare.

Fatti del genere, che non appartengono alla sfera accademico-scientifica, costituiscono infatti un precedente che rischia di consegnare alla politica l’intero sistema universitario», annuncia Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord.

Il consigliere comunale leghista lo ha comunicato dopo essersi consultato con Massimiliano Fedriga, capogruppo del Carroccio alla Camera che firmerà il documento.

«Affermare – spiega Pittoni – che l’Università concede il patrocinio al Pride Fvg “in quanto sede di libera ricerca e formazione” come ha fatto De Toni, distorce il senso dell’articolo 1 della legge nazionale sull’Università piegando la struttura a interessi di partito, lo stesso peraltro che fu ospitato per una sua manifestazione l’anno scorso.

L’Università deve cioè astenersi dallo schierarsi pro o contro posizioni di tipo valoriale e ideologico-politico, come invece avviene approvando, attraverso il patrocinio, valori di una minoranza che altri - conclude Pittoni - possono non condividere».

«L’Ateneo – aveva spiegato il rettore – in quanto sede di libera ricerca e formazione ha concesso il patrocinio al Fvg Pride in considerazione delle attività di ricerca, in particolare del Dipartimento di scienze giuridiche, con la produzione di numerosi saggi, e di alta formazione per avvocati, magistrati e forze dell’ordine sui temi della tutela delle persone contro ogni forma di discriminazione, incluse quelle fondate all’orientamento sessuale e sull’identità di genere, come previsto dalla Convenzione europea dei diritti umani, dalla nostra Costituzione e dalle sentenze di Cassazione e Corte costituzionale».

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