Udine, paura nei condomini: più luci e telecamere

Gli inquilini provano a difendersi dai ladri. L’Anaci: sempre più richieste di videosorveglianza e illuminazione negli atri

Luci a led negli androni dei palazzi che si attivano al calar del sole o al passaggio delle persone, ma anche occhi elettronici in grado di catturare chiunque acceda ai condomini. Sono gli accorgimenti di cui si stanno dotando gli stabili cittadini per aumentare la sicurezza di tutti gli inquilini. «Alla luce dell’impennata di furti negli appartamenti e a fronte di episodi di aggressioni – spiega Andrea Soramel, vicepresidente regionale dell’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci) – gli inquilini chiedono una maggiore protezione e in molti condomini della città si è deciso di potenziare il livello di sicurezza, in particolare degli ingressi».

Una serie di interventi – discussi e approvati in sede assembleare dai condòmini dei diversi edifici – che sono maturati dopo un confronto tra i diversi operatori del settore e con alla mano i risultati di uno studio sul territorio realizzato dallo Stringher, istituto di riferimento dell’Anaci da circa cinque anni. «Grazie a una convenzione con l’Anaci – chiarisce Soramel –, lo Stringher è il primo istituto pubblico in Italia ad aver istituito corsi di formazione di amministratori di condominio professionisti, indirizzati agli studenti di quarta e di quinta dei settori commerciale e turistico. Nell’ambito di questi corsi – continua Soramel, che è anche direttore scientifico dei corsi Anaci e del centro studi dello Stringher – vengono fatti monitoraggi sul territorio, tra i quali quelli in tema di sicurezza che hanno offerto lo spunto per un confronto tra studenti e colleghi».

In seguito a questi rilevamenti e alle continue richieste da parte dei cittadini, sono stati presi in considerazione provvedimenti volti a migliorare la sicurezza. Tra questi l’installazione di luci o tubi a led proprio in corrispondenza delle porte d’ingresso di sempre più condomini udinesi, con una fotocellula che attiva l’illuminazione dell’androne ogni volta che qualcuno entra nello stabile. «In questo modo – spiega Soramel – se c’è qualche malintenzionato nascosto dietro la porta si nota subito e almeno l’inquilino non viene preso alla sprovvista. La tecnologia a led, inoltre, consuma poco e per questo le luci possono essere collegate al sistema crepuscolare, che si attiva automaticamente quando comincia a diventare buio, indipendentemente dall’ora solare o legale. Normalmente si timerizza la disattivazione (più o meno attorno all’1) e da quell’orario in poi l’illuminazione viene regolata con la fotocellula».

E nell’ultimo anno sono stati sempre di più i condòmini che hanno richiesto l’installazione di un sistema di videosorveglianza. Sono soprattutto i cittadini che risiedono nei palazzi più grandi, che oltre alle abitazioni accolgono studi professionali, a voler monitorare chi entra e chi esce. «La videosorveglianza – sostiene il vicepresidente regionale dell’Anaci – è un deterrente importante, dato che per legge deve essere segnalata la presenza di telecamere e questo, a volte, basta a fermare chi ha cattive intenzioni».

In altri casi, invece, determinante è stato il controllo reciproco tra inquilini. “Sentinelle” che hanno agito da perfetti antifurto, registrando rumori insoliti e avvisando tempestivamente forze dell’ordine e gli stessi proprietari assenti. Il consiglio dell’Anaci, infine, è quello di dotare ogni appartamento di una «porta blindata (meglio a serratura codificata e non a doppia mappa, che può venir aperta con maggior facilità), serramenti anti effrazione (con grata o vetro blindato, oppure con avvolgibile blindato o con un lucchetto che lo blocca e impedisce che possa essere tirato su dall’esterno) nei piani bassi e nelle finestre a contatto con terrazze».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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