Il “baby” Partito pirata rinasce in regione

Nel gruppo tutti ragazzi under 25. Il programma prevede incentivi per l’housing sociale e il riuso edilizio

UDINE. Con la rivoluzione del web, anche la politica e il modo di farla sono cambiati. In Italia lo sappiamo bene guardando al M5s, ma prima ancora che nascesse attorno al blog di Beppe Grillo tutto ciò che oggi conosciamo, un altro partito aveva trovato la propria genesi grazie alla rete: il Partito Pirata, fondato nel 2006 in Svezia dall’attivista Rickard Falkvinge, che in breve tempo si è diffuso a macchia d’olio in tutto il mondo.

L’Italia non ne è estranea e, anzi, il Pp qui è nato nello stesso anno di quello “originale”. Tra le sue ramificazioni periferiche, fino al 2013, compariva anche quella del Fvg, con base a Trieste: costituitasi due anni prima, la sezione regionale decise però di allontanarsi dall’organo nazionale «a causa dei tentativi di centralizzazione da parte del Ppit (Partito pirata italiano, ndr) in contrasto con uno dei principali principi etici hacker, la decentralizzazione, rispettata da tutti i Pp del mondo», come ci scrive via chat su Facebook un attivista di questa organizzazione politica, recentemente risorta.

I “pirati friulani” sono tornati infatti a novembre 2016, sicuramente sulla scia del successo elettorale in Islanda che ha visto il partito locale diventare la terza forza del Paese ed essere chiamato a formare un Governo di coalizione. Da allora, gli attivisti hanno deciso di tornare sulla scena politica regionale dopo diversi anni di «ibernazione», come loro stessi l’hanno definita.

Lo fanno però, e ci tengono a precisarlo, essendo «totalmente distinti dal partito nazionale e completamente indipendenti», continua a spiegarci il nostro interlocutore.

«Grazie al fatto – prosegue – che sia il Pp-international (Partito pirata international, ndr) che il Pp-eu (Partito pirata europeo, ndr) riconoscono la presenza di più gruppi pirata nel medesimo stato e la loro totale indipendenza siamo tornati attivi», potendo così utilizzare quel logo – la bandiera nera – diventato in rete il simbolo di una certa idea di politica. Non esiste una sede materiale del Pp-Fvg, ma solo un sito internet (pirata.fvg.it), un account su Facebook (chiamato con lo pseudonimo Henry Morgan, dal nome di un corsaro gallese ed ex governatore della Giamaica del Seicento) e un gruppo WhatsApp dove i militanti dialogano virtualmente.

Non serve nemmeno a dirlo che, su tutti, il target di età maggiormente attratto verso questo partito sono i giovanissimi. Lo stesso direttivo è composto soltanto da ragazzi under 25, come il presidente Mattia Candon, studente 20enne d’Ingegneria a Udine.

Il vicepresidente Manuel D’Osualdo e i consiglieri Michael Daprà e Fabio Cossarini chiudono il “quadro dirigente” del partito, che ha scopi ambizioni: incentivi per cohousing e housing sociale e riutilizzare il patrimonio edilizio in disuso».

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