Schianto sulla superstrada "maledetta": due incidenti mortali in meno di sei mesi

Controlli con il telelaser e multe, ma il limite dei 90 kmh non viene rispettato. L’ultimo incidente mortale meno di sei mesi fa. Prima, una catena di lutti

SAN GIORGIO DELLA RICHINVELDA. Lo schianto frontale costato la vita all’imprenditore cordenonese Cristiano Di Paolantonio, alla sua compagna, Jamir Temjenlelmla, e al pordenonese, ma residente a Cessalto, in provincia di Treviso, Florindo Carrer è soltanto l’ultimo grave incidente di una lunga scia di sangue che ha avuto quale teatro la superstrada Cimpello-Sequals.

Meno di sei mesi fa, in territorio di Fiume Veneto, con dinamiche simili, erano rimasti coinvolti in un tremendo impatto un camion, un furgone e un’auto. A perdere la vita, in quel caso, era stato il cinquantunenne pordenonese Luca Milani, che conduceva la vettura.

Prima ancora era toccato a un giovanissimo dipendente della Friulintagli di Prata, il ventiquattrenne Daniel Calasso, originario della provincia di Brindisi, e all’avvocato spilimberghese Fabio Pes. Una serie di episodi sfortunati (decisamente troppi da quando, a partire dal 1998, la provinciale è stata aperta al traffico) che ripropongono il problema della estrema pericolosità di un’arteria che, pur non essendo un’autostrada, viene percorsa dagli automobilisti come se lo fosse, per cui ogniqualvolta vengono effettuati controlli mirati da parte della polizia stradale è piuttosto frequente che gli automobilisti si facciano pizzicare oltre il limite di velocità consentito.

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Tra l’altro i controlli con il telelaser sono segnalati da cartelli fissi che indicano come la strada sia soggetta a verifiche elettroniche. Cartelli che dovrebbero servire da deterrente, ma che vengono puntualmente ignorati. Nonostante la comodità per chi la utilizza, bypassando la Pontebbana, per il suo tracciato pressoché rettilineo e la presenza di svincoli di entrata e uscita e non di incroci, la Cimpello-Sequals invita chi prudente non è a spingere, e molto, sull’acceleratore nonostante l’obbligo a non superare i 90 chilometri orari.

La sempre minore disponibilità di pattuglie delle forze dell’ordine da destinare al presidio del territorio - anche in provincia di Pordenone - ha ridotto le attività di controllo stradale. Ma quando le verifiche avvengono si ha l’impressione che le infrazioni (specialmente quelle legate ai limiti di velocità) siano la regola e non l’eccezione.

Difficile, per ora, stabilire quali possano essere state le cause dell’incidente costato la vita ieri ai tre occupanti i mezzi. Soltanto le indagini accurate effettuate dai militari del nucleo radiomobile della compagnia dei carabinieri di Spilimbergo potranno fare luce su eventuali responsabilità dei due conducenti. Non resta che attendere le prossime ore.

Di certo, quanto avvenuto, ha subito suscitato anche sui social network, al di là del cordoglio per le vittime, un vespaio di nuove polemiche sulla pericolosità delle direttrice pensata per essere un’autostrada ma che un’autostrada non lo sarà mai, visto che l’attuale giunta regionale ha bloccato l’iter per la realizzazione della Cimpello - Sequals - Gemona, non considerandola più un’opera strategica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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