Amianto nell’ex fabbrica, a Cividale scatta la protesta

Gli Indipendenti firmano un’interrogazione da discutere in consiglio. «Chiediamo rassicurazioni precise per tranquillizzare i residenti»

CIVIDALE. Tetti crollati, capannoni semidistrutti, camino avviluppato dall’edera. Non parliamo di caserme dismesse, come si potrebbe immaginare (lo scenario è analogo), ma di un’altra struttura cittadina che da ancor più tempo rispetto agli ex siti militari versa in stato di completo abbandono e della quale, in conseguenza, ormai non restano che rovine.

L’ex fabbrica di tannino posizionata nei pressi della stazione ferroviaria e del palazzetto polifunzionale di via Perusini è diventata un grande rudere, un ammasso di edifici fatiscenti, preda della vegetazione.

La situazione è tale da così tanti anni che la maggior parte dei cividalesi non ci fa più caso, abituata alla spettrale panoramica. Chi però vive nei pressi non rientra nel novero e solleva la questione, che rimbalzerà in assemblea civica, alla prossima seduta (di cui ancora non si conosce la data), in quanto recepita dal gruppo consiliare degli Indipendenti, firmatario di un’interrogazione in cui si evidenzia – primo fra tutti – il potenziale problema dell’amianto.

A preoccupare i cittadini, infatti, è proprio quell’elemento, considerato lo sfacelo delle coperture della fabbrica. «Non è certo nostra intenzione generare panico – puntualizza Maria Cristina Novelli, autrice del testo insieme ai colleghi Guglielmo Bernardi e Andrea Martinis –, ma riteniamo doveroso che l’argomento venga affrontato. Chiediamo rassicurazioni ben precise, vale a dire suffragate da dati scientifici, sullo stato delle cose: si potrebbe coinvolgere l’Arpa, per esempio.

È importante tranquillizzare le persone sulla sussistenza o meno di un rischio amianto. Il tetto del complesso è crollato e molto materiale giace quindi sul terreno; lamiere, lastre e tegole sono ben visibili nello spazio antistante la costruzione. La pericolosità dell’amianto sbriciolato è purtroppo nota ed è per tale motivo che ci sono pervenute diverse segnalazioni da parte di residenti preoccupati.

L’apprensione è giustificata dalla vetustà dell’edificio, che rende plausibile l’ipotesi della presenza di amianto, appunto: si chiarisca, dunque, se negli elementi di copertura, nelle facciate e nelle sezioni tecnologiche dell’impianto in disuso vi è realmente tale materiale».

E cogliendo l’occasione la forza di minoranza allarga il raggio della disamina: «Alla giunta – anticipa sempre Novelli – chiediamo informazioni di dettaglio pure sulle condizioni degli altri immobili pubblici. Esiste – conclude la consigliera – un censimento sulla presenza di amianto sul territorio comunale? ».

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