Non c’è più l’obbligo: i redditi dei consiglieri non saranno online

L’Autority ha escluso i comuni sotto i 15 mila abitanti come Latisana. Il sindaco Galizio: eravamo pronti, ma adesso è stato tutto chiarito

LATISANA. Quanti stavano aspettando il termine del 31 marzo per conoscere i redditi degli amministratori comunali di Latisana, resteranno delusi.

Un chiarimento emesso in extremis dall’Autority dell’anti corruzione ha tolto dall’obbligo di tale adempimento i comuni sotto ai 15 mila abitanti come Latisana. Inizialmente inseriti fra quelli che a partire dalla fine marzo avrebbero dovuto mettere online, nella sezione trasparenza del sito internet dell’ente, i redditi dichiarati con autocertificazione da consiglieri comunali, assessori e sindaco, con il decreto 241 dell’8 marzo, pubblicato il 15, i comuni delle dimensioni di Latisana sono stati esclusi da tale obbligo.

L’anti corruzione dal 2013 ha stabilito che reddito e patrimonio degli amministratori siano pubblici, estendendo successivamente tale obbligo anche ai funzionari degli enti pubblici. Per arrivare poi qualche mese fa a estendere ai comuni sotto ai 15 mila abitanti l’obbligo di mettere a disposizione dei cittadini redditi e patrimoni degli amministratori comunali, prevedendo anche delle sanzioni per chi non vi provvedeva, con importi fra i 500 e i 10 mila euro di multa. Il termine ultimo per mettersi in regola sarebbe stato il prossimo 31 marzo ma, notizia di ieri, il chiarimento dell’autorità, che ha fatto tirare un respiro di sollievo a chi non aveva gradito molto la novità.

La notizia di dover rendere pubblico quanto guadagnano era stata accolta senza particolari polemiche da tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale, nonostante un primo segnale di disagio manifestato nella seduta durante la quale era stato illustrato il nuovo adempimento, nei giorni successivi più o meno tutti si erano espressi a favore, ritenendolo un atto di trasparenza che andava fatto già da tempo.

«Sinceramente siamo soddisfatti per questo chiarimento perché l’obbligo esteso a comuni non grandi come Latisana aveva creato più di qualche imbarazzo, anche perché l’adempimento avrebbe interessato anche i parenti fino al secondo grado e il coniuge - ha commentato ieri il sindaco di Latisana, Daniele Galizio - che in caso contrario avrebbero dovuto comunicare il diniego per iscritto. Come sindaco ovviamente mi attengo a tutto ciò che è disposizione normativa, quindi se era da fare lo avremmo fatto, però questa novità ha tolto ogni dubbio di interpretazione».

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