Le slot machine spieranno gli stakanovisti del gioco

Udine, imprenditore friulano crea un software che monitora i comportamenti dell’utente. In caso di abuso scatta l’allerta su uno schermo pubblico collocato nel locale

UDINE. Misurare la dipendenza da gioco? Si può grazie a un software messo a punto da Gr system, azienda che fa base a Milano ma alla cui testa c’è il friulanissimo Sergio Lodolo, presidente di Teletronica, società attiva dal 1977 nel settore delle telecomunicazioni che a Basaldella occupa una cinquantina di persone.

L’applicazione consente di analizzare in tempo reale il comportamento della persona seduta davanti alla slot machine elaborandone ogni gesto. Comprese le pause, la velocità di interazione con l’apparecchio, il numero di giocate.

Tutto quel che accade di fronte al monitor viene memorizzato ed elaborato per stabilire se il giocatore è un soggetto a rischio ludopatia o meno. All’analisi epidemiologica, Gr system affianca anche il correttivo, di molto somigliante a quello in uso per frenare il richiamo della sigaretta.

“Certificato” il rischio, grazie alla fruttuosa collaborazione con l’Università di Firenze, la società ha messo a punto anche il “correttivo”.

Sulla slot machine o sullo schermo adibito allo scopo internamente alla sala che ospita gli apparecchi, appare un messaggio di avvertimento, di contrasto alle ludopatie, indirizzato sì al singolo ma più in generale alla comunità “giocante”. Una vera rivoluzione che si prepara a investire le macchinette del futuro a cui Lodolo lavora ormai da diversi anni.

«Abbiamo investito oltre mezzo milione di euro, lavorato in stretto contatto con atenei italiani ed esteri, convinti che l’applicazione possa garantire un salto avanti importante nel contrasto alle ludopatie» afferma l’imprenditore che racconta il progetto proprio mentre in Consiglio regionale si fa strada la revisione della norma sul gioco d’azzardo lecito.

Lodolo non nasconde un certo scetticismo. A sentir lui vietare l’installazione degli apparecchi intorno ai luoghi sensibili non serve a nulla.

«Al massimo a incentivare l’esodo dei giocatori verso i casinò esteri, lasciando al nostro Paese il danno e la beffa. I soldi vanno fuori – sintetizza l’imprenditore – e il malato ce lo teniamo in casa. La proposta poi è superata dai fatti perché non tiene conto di ciò che ha maturato l’osservatorio a livello nazionale e che in breve sarà tradotto in un decreto».

Con diversi elementi di novità. «Si va verso una certificazione dei punti gioco – spiega Lodolo – che non saranno in futuro più diffusi ma concentrati in apposite sale, ad accesso selettivo, previa identificazione dell’avventore con la tessera sanitaria (così da evitare l’ingresso dei minori)».

Sempre stando alla proposta di riordino del settore, le macchinette dovranno consentire giocate e vincite basse, senza l’uso di banconote e moneta elettronica e come detto dovranno contenere interventi tecnologici a salvaguardia del giocatore e di prevenzione e contrasto degli effetti del gioco d’azzardo patologico.

La promessa contenuta nella proposta del Governo è quella di un settore più controllato e numericamente contenuto. C’è infatti anche la previsione di una sensibile riduzione della presenza di apparecchi Awp (le slot dei bar) disposta con la legge di Stabilità 2016.

Un taglio del 30% di quelle attualmente presenti in Italia che ovviamente interesserà anche il Fvg, destinato a veder diminuire sensibilmente il numero delle “sue” macchinette, che già entro la fine dell’anno dovrebbero scendere a 5.926 contro le attuali poco meno di 9 mila.

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