E' la festa del Friuli: su la bandiera a Trieste, giù ad Aviano

L’aquila clandestina: issata in una scuola, subito ammainata perchè non è autorizzata

AVIANO. Una mano anonima ad Aviano ha voluto ricordare la nascita della Patria del Friuli, nell’anniversario della sua fondazione, appendendo le bandiere del Friuli sulle cancellate delle scuole. Vessilli che sono stati rimossi poco dopo dal personale perché privi di autorizzazione, scatenando una polemica social. Mentre a Trieste la bandiera con l'Aquila veniva issata sul palazzo della Regione.

Nel giorno della celebrazione dei 940 anni di nascita del Patriarcato, un friulanista rimasto anonimo ha voluto ricordare l’evento anche ad Aviano rivolgendosi direttamente alle nuove generazioni, scegliendo le scuole. Così probabilmente di prima mattina, riuscendo a non farsi vedere, ha esposto la bandiera con fondo celeste e aquila gialla sulle cancellate delle scuole elementari e medie del capoluogo, e dei plessi scolastici di Marsure e Giais. Bandiere appese dall’esterno delle cancellate per ricordare l’evento che sono comparse all’inizio delle lezioni. Sono rimaste esposte solo poche ore, però, perché il personale delle scuole ha provveduto a rimuoverle essendo prive di regolare autorizzazione dell’Istituto Comprensivo.

Conferma quanto avvenuto il dirigente scolastico, Simonetta Polmonari, che illustra anche i motivi della rimozione. «Sono state trovate nelle cancellate delle scuole di Aviano, Morsure e Giais – afferma Polmonari – appese alle cancellate della scuola dall’esterno. La procedura, che il nostro personale conosce molto bene, è che vengano rimosse tutte le cose appese che non abbiano una richiesta e una autorizzazione». Bandiere che sono state accomunate ai manifesti che spesso vengono esposti sulle recinzioni delle scuole e che, privi di apposite autorizzazioni, vengono rimossi dal personale.

Così è accaduto ieri mattina: le bandiere erano state esposte dall’esterno, il personale non ha rinvenuto alcuna domanda né alcun nullaosta rilasciato dalla scuola e, si conseguenza, ha provveduto a toglierle.

La vicenda ha avuto anche una ribalta social, riportata dal friulanista pordenonese Gianni Sartor che ha anche pubblicato la foto del momento in cui la bandiera veniva e rimossa dalla cancellata della scuola elementare del capoluogo. Insomma, una mano friulanista era lì pronta a immortalare la rimozione che era stata immaginata fin dal momento nel quale il vessillo era stato esposto (abusivamente, stando ai regolamenti scolastici).

Ma Sartor non pensa che si sia trattato di un gesto sbagliato. «In concomitanza della Festa del Friuli – ha scritto Sartor – qualcuno ha pensato bene di esporre nelle scuole di Aviano la bandiera del Friuli. Qualcuno altro, invece, dipendente della scuola, l’ha levata».

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Un post che ha suscitato una serie di commenti contrari alla rimozione della bandiera: secondo tutti quelli che sono intervenuti, le bandiere avrebbero dovuto rimanere dov’erano. Ma la legge è legge e, quindi, i vessilli del Friuli sono stati rimossi e risposti in un cassetto dal momento che è difficile che la mano ignota che li ha apposti li reclami nei prossimi giorni. Il regolamento che disciplina l’esposizione delle bandiere fuori dalle scuole è rigido: l’indicazione viene data da legge nazionale e possono essere esposte solo la bandiera nazionale e quella dell’Europa.

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