I segreti dello stadio Friuli 2.0: centro fitness, negozi e una piccola Gardaland

Il direttore amministrativo e project manager Rigotto: progetto ludico, sportivo e ricreativo che rilancerà Udine. Nella “pancia” della Dacia Arena anche un parco divertimenti

UDINE. «Lo stadio 2.0 non sarà un nuovo centro commerciale ma un progetto ludico, sportivo e ricreativo che contribuirà al rilancio della città».

Ne è convinto il direttore amministrativo e project manager del Friuli, Alberto Rigotto che dopo le critiche ha deciso di svelare i “segreti” del piano di sviluppo che l’Udinese illustrerà nella conferenza dei servizi per ottenere il via libera alla realizzazione.

Una cittadella di oltre 18 mila metri by messven on Scribd

Nella “pancia” della Dacia Arena sorgerà una vera e propria cittadella di oltre 18 mila metri quadrati, ma solo una piccola parte sarà riservata a negozi di abbigliamento sportivo (poco più di 2.500 metri che molto probabilmente saranno gestiti dallo sponsor tecnico bianconero).

Gli spazi più ampi saranno infatti riservati alla parte ludica e di intrattenimento con un centro fitness (di oltre 4 mila metri quadrati) dotato di piscina e palestra ma anche saune e sale massaggi oltre a una moderna struttura di 640 metri quadrati dedicata al centro medico e alla riabilitazione che consentirà a tutti di beneficiare della stessa assistenza riservata ai calciatori dell’Udinese.

Ci sarà poi un centro di intrattenimento per le famiglie di 1.750 metri quadrati che - anticipa Rigotto - «potrebbe diventare una piccola Gardaland. L’idea - dice - è quella di avere un parco giochi per i bambini con l’obiettivo di dare un servizio in più alle famiglie».

Non mancherà poi una enorme birreria di quasi 2 mila metri, tre ristoranti, un negozio di alimentari e anche uno studio dentistico, una gioielleria e un centro congressi di 1.155 metri quadrati.

È inoltre prevista la realizzazione di un’area hospitality di 2.100 metri quadrati e di uffici oltre al museo dello sport friulano che sarà realizzato in collaborazione con il Coni che ha già la sua sede nel nuovo stadio Friuli.

Nello studio effettuato dalla Larry Smith Italia per conto dell’Udinese, il Friuli 2.0 avrà la possibilità di avvicinarsi ai 6 milioni di contatti nell’arco di un anno.

«Sarà un punto di attrazione che valorizzerà il quartiere - ribadisce Rigotto - e non solo. Dispiace quindi leggere delle critiche strumentali e prive di fondamento come quelle del capogruppo di Fi in Regione Riccardo Riccardi che non mi pare abbia fatto osservazioni quando il Consiglio per ben due volte ha approvato la norma sull’impiantistica sportiva recependo la legge Delrio che consente non solo a Udine ma anche a Trieste e Pordenone di avere stadi all’avanguardia così come a tanti impianti più piccoli di svilupparsi.

Forse ci si dimentica poi - aggiunge - che il nuovo stadio è stato realizzato senza un euro di soldi pubblici e anche per il suo sviluppo 2.0 sarà lo stesso. E grazie a questo stadio il Comune risparmia 1 milione di euro all’anno e incassa 100 mila euro di Imu, poi avremo le finali degli europei under 21 del 2019 mentre per costruirlo ci sono stati investimenti sul nostro territorio per quasi 40 milioni di euro. E lo stadio 2.0 porterà ancora più persone a Udine».

Ecco perché l’Udinese non intende fermarsi. «Il futuro del calcio (che è un pezzo importante della storia del Friuli e del nostro paese) passa per società calcistiche moderne con stadi all’avanguardia - conclude Rigotto -. Continueremo con il nostro progetto che rappresenta una vera avanguardia nazionale e che certamente porterà grande lustro e vantaggi importanti alla nostra comunità udinese e friulana, così come per la verità ha già fatto l’Udinese in questi decenni promuovendo il Friuli in Italia, in Europa e nel mondo».

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